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  • Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    Antonelli: “Non sarà facile battere le Ferrari, ho visto Lewis andare veramente forte”

    La favola inglese di Andrea Kimi Antonelli si arricchisce di un nuovo capitolo straordinario.

    Non sazio del trionfo nella Sprint Race, il giovane talento italiano ha infiammato Silverstone conquistando una pole position da urlo, grazie a un giro perfetto stampato in un fulmineo 1:28.111.

    Sull’asfalto britannico, il diciannovenne bolognese, in un evidente stato di forma smagliante, ha dato l’ennesima prova di forza di una stagione finora esaltante, rifilando ben 370 millesimi al suo compagno di squadra, George Russell, e mettendosi alle spalle entrambe le Ferrari.

    Il passo mostrato nella gara corta della mattinata, inoltre, candida prepotentemente il numero 12 a una storica vittoria nella culla della Formula 1.

    Per il colpo grosso, tuttavia, Kimi dovrà fare i conti con i due alfieri della Rossa.

    Il Cavallino, oltre ad aver sicuramente ottimizzato il già ottimo set-up della SF-26 per limitare il degrado degli pneumatici, potrebbe giocare di squadra o adottare strategie differenziate e imprevedibili per agguantare la prima posizione.

    Al termine di un sabato da incorniciare, Antonelli ha analizzato così quanto accaduto in qualifica ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “L’inizio della sessione è stato un po’ difficile. Ho iniziato con le gomme usate per prendere il ritmo in Q1, poi in Q2 ho fatto un errore in Curva 3 a causa del vento e dei freni freddi. Poi, però, in Q3 è andato tutto per il verso giusto“.

    Il pilota italiano ha poi continuato la sua disamina, spostando l’attenzione sulla gara, che potrebbe costringerlo ad affrontare una battaglia serrata con gli alfieri di Maranello:

    “Non sarà facile contro la Ferrari. Possono lottare in due contro di me e all’inizio della Sprint Race ho visto Lewis andare veramente forte. Sicuramente dovrò fare una buona partenza e imporre fin da subito un buon ritmo. Sarà importante uscire dalla zona di Overtake. Inoltre, se il vento dovesse confermarsi forte come oggi, sarebbe un’ulteriore difficoltà da gestire“.

  • Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Hamilton: “Ci manca ancora qualcosa. In pieno gas gli altri si allontanano”

    Lewis Hamilton non è riuscito a replicare la pole position della Sprint Qualifying, chiudendo le qualifiche del Gran Premio di Gran Bretagna in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e del compagno di squadra Charles Leclerc. 

    Il veterano di Stevenage ha confermato la sua presenza stabile nelle posizioni di vertice, senza tuttavia riuscire a capitalizzare fino in fondo il potenziale mostrato il giorno precedente.

    “Non ero semplicemente veloce come ieri. Abbiamo fatto alcune modifiche, niente di grande, ma abbastanza per cambiare un po’ il comportamento della vettura e non mi sono sentito altrettanto a mio agio”, ha spiegato Hamilton ai microfoni di Sky Sports F1 UK.

    Il tema centrale, più ancora del feeling al volante, resta però quello del deployment della Power Unit, un fattore già emerso nella Sprint e tornato a pesare in questa qualifica. 

    Su un tracciato come quello di Silverstone, dove lunghi tratti si percorrono a gas completamente aperto, la differenza strategica rispetto agli avversari diretti diventa macroscopica in fondo ai rettilinei.

    “È lo stesso problema della Sprint. Abbiamo una gestione del deployment diversa rispetto ai nostri rivali. Quando sei in pieno gas senti che la potenza cala e vedi gli altri allontanarsi”, ha ammesso il sette volte Campione del Mondo. 

    Si tratta di un limite legato all’erogazione e allo sfruttamento dell’energia elettrica lungo l’arco del giro, un aspetto che si conferma tra i punti più sensibili su cui i tecnici di Maranello devono ancora lavorare.

    Nonostante questo deficit nei tratti a pieno carico, il quadro complessivo resta decisamente competitivo.

    “Nel complesso siamo messi bene come squadra, ma sappiamo che c’è ancora qualcosa da sistemare. Partire lì davanti, secondo e terzo, ci dà comunque una buona opportunità per domani. Speriamo di poter mettere pressione”, ha concluso Hamilton, proiettandosi già verso la gara di domani.

  • Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    Leclerc: “Mi manca il feeling con questa macchina, Lewis riesce a estrarre il 100%”

    La Sprint Qualifying del Gran Premio di Gran Bretagna ha consegnato alla Ferrari una realtà dai due volti: da una parte la competitività straordinaria di Lewis Hamilton a Silverstone, dall’altra le difficoltà di Charles Leclerc nel sentirsi pienamente padrone della sua SF-26.

    Il monegasco non ha chiuso una sessione negativa in senso assoluto, ma le sue parole raccontano un disagio che continua a pesare sul confronto interno.

    Il passaggio più significativo arriva subito, quando Leclerc riconosce espressamente la differenza di rendimento con il compagno di squadra.

    “Lewis sfrutta più spesso il 100% del potenziale della macchina, cosa che io non riesco a fare. Quindi devo lavorare su tutto, in realtà, ma penso che la cosa più importante sia semplicemente ritrovare il feeling con questa macchina”, ha spiegato.

    Il punto, però, riguarda soprattutto la capacità di arrivare al limite nel momento decisivo.

    Leclerc è sempre stato uno dei riferimenti assoluti sul giro secco, ma in questa fase della stagione non sembra riuscire a estrarre dalla Rossa quella naturalezza che in passato era stata una delle sue armi principali.

    “Quando non hai feeling, diventa difficile tirare fuori il tempo sul giro e avere fiducia ogni sabato, andare al limite della macchina”, ha aggiunto. “È questo ciò con cui faccio fatica in questo momento: essere costante, essere al 100%. In SQ1 e SQ2 ero vicino, ero abbastanza fiducioso per l’SQ3, ma arrivato a quel punto ho perso la fiducia. Semplicemente non sento la macchina bene come dovrei”.

    “Il motore? Siamo estremamente sorpresi, ci aspettavamo un grande distacco dagli altri, quindi è un bel passo avanti”, ha infine sottolineato il numero 16. “Come squadra siamo molto, molto sorpresi di essere così competitivi su una pista come questa”.

  • Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Vasseur: “Leclerc in crisi? Due gare difficili non cambiano il quadro generale”

    Appena arrivato in Gran Bretagna, Frederic Vasseur aveva sottolineato l’importanza di “iniziare il week-end di gara con il piede giusto“, consapevole delle difficoltà legate al format Sprint che prevede un’unica sessione di prove libere, e memore della deludente trasferta in Austria della scorsa settimana.

    Il deficit di efficienza evidenziato dalla Power Unit Ferrari a Spielberg, lasciava inoltre presagire un altro fine settimana tutt’altro che semplice per il Cavallino, considerando i lunghi rettilinei che caratterizzano anche lo storico circuito di Silverstone.

    Sovvertendo ogni pronostico, invece, Lewis Hamilton ha prima firmato il miglior tempo nelle libere, per poi far sua anche la pole position nella Sprint Qualifying, confermando l’eccezionale stato di forma mostrato in questa prima fase di stagione.

    L’altra SF-26 di Charles Leclerc non è andata oltre la quarta posizione in griglia, a certificare, anche in questo caso, le difficoltà riscontrate dal talento monegasco nell’estrarre il massimo potenziale dalla sua vettura negli ultimi Gran Premi, soprattutto se confrontato con il rendimento del compagno di squadra.

    Sul momento non semplice che sta attraversando Charles, lo stesso Vasseur ha difeso a spada tratta il suo pilota durante la consueta conferenza stampa dedicata ai team principal:

    “Penso che la vostra conclusione fosse l’opposto dopo la Cina e il Giappone. Non è perché hai due gare al top rispetto al tuo compagno di squadra, o le due gare successive dietro di lui, che cambia completamente il quadro generale. Charles ha faticato probabilmente un po’ di più con il set-up nelle ultime due o tre gare, ma era in prima fila la settimana scorsa in Austria“.

    Nessun caso Leclerc, dunque, e interpellato sul sostegno, umano oltre che tecnico, che il team sta offrendo al numero 16, il manager di Draveil ha preferito porre l’accento sull’importanza del lavoro di squadra, indipendentemente dal momento attraversato da ciascun componente del team:

    “Penso che tutti abbiano bisogno di avere il supporto del team e il team ha bisogno del supporto dei piloti. Lavoriamo come una squadra in ogni singola circostanza. Anche quando sei davanti, supporti il pilota e il pilota spinge la squadra“.

  • Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Hamilton: “Non ci aspettavamo una performance simile dal nostro motore”

    Come d’incanto, dopo aver metabolizzato la profonda frustrazione del week-end austriaco, la Ferrari è tornata a ruggire in quel di Silverstone, regalando a Lewis Hamilton la pole position della Sprint Qualifying nella sua terra natia.

    Nel venerdì inglese, l’aria del paddock si è impregnata di pura incredulità. La SF-26, infatti, ha scosso tutti gli appassionati scendendo in pista con una velocità sorprendente e segnando persino il miglior picco di giornata di 323 km/h, raggiunti proprio dal pilota britannico.

    Per quanto visto fin qui in stagione, questo dato è stato un vero colpo di scena, ulteriormente amplificato dalle parole rilasciate in precedenza dagli alfieri del Cavallino, che raccontavano di aspettative davvero basse.

    L’avvio di week-end, però, è stato perfetto per la Rossa, capace di modulare una gestione della batteria lungo il giro in maniera completamente diversa da quella della concorrenza e di combinarla ad un set-up che è apparso davvero impeccabile.

    Il tutto è stato poi trasformato in un successo dalla splendida magia al volante del sette volte iridato, capace di sfruttare al meglio la sua enorme esperienza sul tracciato di casa.

    Al termine di una giornata elettrizzante, Hamilton ha commentato il suo risultato ai microfoni di F1 TV con la sincerità di chi è stato il primo a rimanere stupito dalla metamorfosi della SF-26:

    “Sono davvero felice. Silverstone è speciale: è la pista migliore. Onestamente, come avevo detto in conferenza stampa, pensavamo che avremmo faticato. Ma, in realtà, il calo del motore non è stato neanche vicino a quello che ci aspettavamo. Ieri ero spaventato, perché tutti dicevano che saremmo stati almeno 6 decimi dietro, e oggi la nostra competitività mi ha sorpreso, tanto da mettermi il dubbio sulla modalità di motore usata dagli altri. Invece, in qualifica, la nostra competitività è stata confermata. Voglio ringraziare tutti in fabbrica: devo tutto a loro, stanno spingendo davvero tanto. L’anno scorso eravamo bloccati nella terra di nessuno. Ora, invece, riusciamo a migliorare la macchina portando sempre qualcosa di nuovo. È una sensazione fantastica“.

  • Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    Verstappen:”La gara con le vetture LEGO? Siamo piloti di Formula 1, non dei pagliacci”

    È arrivato puntuale – e come spesso accade senza troppi giri di parole – il pensiero di Max Verstappen sull’evento che la Formula 1 metterà in scena domenica, poco prima del via del Gran Premio di Gran Bretagna.

    Prima dello spegnimento dei semafori e in occasione della tradizionale Drivers’ Parade, i piloti non sfileranno infatti sul consueto camion per salutare il pubblico presente sugli spalti.

    Al loro posto andrà in scena una gara a bordo di monoposto costruite con i mattoncini LEGO, un’iniziativa promozionale voluta dalla Formula 1 per intrattenere gli spettatori nei minuti che precederanno il via della gara.

    Non si tratta di una novità assoluta.

    Un format simile era già stato proposto in occasione del Gran Premio di Miami del 2025, quando i piloti, divisi in coppie, si erano resi protagonisti di siparietti e contatti volutamente scherzosi che avevano divertito il pubblico.

    Un’idea che, però, non convince affatto Max Verstappen. Intervenuto nel corso del media day di Silverstone, il quattro volte Campione del Mondo non ha nascosto il proprio disappunto, bocciando senza mezzi termini l’iniziativa:

    “Io coi LEGO preferisco giocarci a casa con i bambini, in pista preferisco stare insieme agli altri piloti su un camion. È più divertente e più professionale. Siamo piloti di Formula 1 e non dobbiamo fare la figura dei ragazzini o dei pagliacci che provano a scontrarsi. Non è ciò di cui ha bisogno la Formula 1 “.

  • Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Wolff: “Non possiamo dare nulla per scontato, le gerarchie possono cambiare”

    Il fine settimana del Gran Premio d’Austria ha restituito alla Mercedes il ruolo di protagonista assoluta della griglia, offrendo l’immediata reazione dopo la vittoria di Lewis Hamilton a Barcellona.

    La vittoria di George Russell e il terzo posto conquistato da Andrea Kimi Antonelli hanno infatti riportato al centro della scena il dominio tecnico delle Frecce d’Argento, apparse in Stiria come il punto di riferimento e insidiate solo dalla Red Bull di Max Verstappen.

    La monoposto del team di Brackley si è dimostrata estremamente solida nella gestione delle gomme, supportata da una power unit che non sembra avere rivali, sebbene la Federazione Internazionale abbia decretato il motore della Red Bull il più prestazionale della griglia.

    A fare il punto sulla situazione in vista del prossimo appuntamento che si terrà a Silverstone è stato lo stesso team principal della Mercedes, Toto Wolff, che ha voluto sottolineare come il quadro possa cambiare da un momento all’altro.

    Queste le sue dichiarazioni, rilasciate nella preview del Gran Premio di Gran Bretagna sul sito ufficiale Mercedes:

    “In Austria abbiamo ottenuto ottimi risultati con un doppio podio, ma non possiamo dare per scontato che questo trend prosegua. I valori in campo sono molto ravvicinati, le gerarchie cambiano rapidamente e ciò che appare competitivo una settimana può rivelarsi molto diverso quella successiva: questa è la realtà attuale della Formula 1″.

    Il manager austriaco si è poi focalizzato sul fronte
    degli aggiornamenti, un duello che vede coinvolti tutti i top team, dove ogni singolo step evolutivo introdotto dai rivali costringe a una continua reazione:

    “Siamo impegnati in un’accesa sfida sul fronte dello sviluppo. Quando una squadra compie un passo avanti, le altre reagiscono, comprimendo o modificando gli equilibri. Finora la costanza è stata il nostro punto di forza, frutto di disciplina e della capacità di eseguire al meglio i fondamentali. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare bene, migliorare le prestazioni della vettura dove possibile e non lasciare nulla al caso in pista”.

  • Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Komatsu: “Felici di poter valutare Fornaroli da vicino”

    Mentre i rumor sul mercato piloti in vista della prossima stagione si fanno sempre più insistenti, cresce inevitabilmente anche la curiosità di capire quali saranno le prossime mosse di Leonardo Fornaroli.

    Dopo aver conquistato il titolo di Formula 3 nel 2024 e quello di Formula 2 nel 2025, per il talento piacentino in questa stagione si sono aperte le porte della classe regina nel ruolo di terzo pilota della McLaren.

    Oltre ai diversi test previsti dal programma della scuderia di Woking, Fornaroli ha avuto anche l’opportunità di disputare la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Barcellona, ben figurando e mettendo in mostra tutte le proprie capacità al volante.

    Cresce, quindi, la voglia di vederlo all’opera stabilmente in Formula 1, con il suo nome che continua a essere accostato a diversi team presenti in griglia.

    Nelle ultime settimane, tuttavia, le indiscrezioni hanno riguardato soprattutto la Haas, squadra con la quale il pilota italiano ha preso parte, il 17 e il 18 giugno sul circuito di Jerez, a due giornate di test TPC al volante della monoposto del 2025.

    A tal proposito, come riportato dal quotidiano spagnolo Marca, il team principal della scuderia statunitense, Ayao Komatsu, ha elogiato il lavoro svolto da Fornaroli durante la due giorni di test, pur senza sbilanciarsi sul suo futuro:

    “Non so dove ci porterà tutto questo, ma l’obiettivo del nostro programma TPC è quello di offrire opportunità ai giovani piloti. Leo è il campione in carica di Formula 2, è un pilota solido e ha un eccellente programma di sviluppo con la McLaren, quindi siamo lieti di avere l’opportunità di valutarlo più da vicino. Non so se abbiamo bisogno di un nuovo pilota, dato che la mia attenzione è attualmente rivolta ai nostri due piloti attuali “.

    Per il momento nessuna certezza, dunque, ma la sensazione è che il nome di Leonardo Fornaroli continuerà a essere tra i più caldi del mercato piloti.

    E, alla luce dei risultati ottenuti fin qui, un posto sulla griglia di partenza nel 2027 sarebbe più che meritato

  • Binotto: “Ferrari? Spiace essersi divisi, potevo dare ancora qualcosa”

    Binotto: “Ferrari? Spiace essersi divisi, potevo dare ancora qualcosa”

    Nella classe regina del Motorsport, ogni componente di una squadra è quotidianamente chiamato a confrontarsi con una pressione senza eguali, affinché una monoposto, nel momento in cui scende in pista, sia in grado di esprimere il massimo del proprio potenziale.

    È risaputo, tuttavia, che alcune figure siano inevitabilmente più esposte di altre al giudizio e alle conseguenti valutazioni interne.

    Tra queste, è indubbio che il ruolo del team principal rappresenti quello maggiormente soggetto a scrutinio, in virtù delle responsabilità che comporta e dell’impatto diretto sui risultati della squadra.

    Ne è pienamente consapevole Mattia Binotto, attuale team principal di Audi, che nel corso della sua precedente esperienza tra i cancelli di Maranello ha dovuto misurarsi, in più di un’occasione, con una pressione mediatica e ambientale che, nel panorama della Formula 1, difficilmente conosce paragoni.

    L’ingegnere italiano, nominato nel 2019 in sostituzione di Maurizio Arrivabene, ha ricoperto il più prestigioso incarico all’interno della Scuderia per quattro stagioni. Un ciclo che, complice un bilancio caratterizzato da più delusioni che soddisfazioni, si è concluso con il passaggio di consegne all’attuale team principal della Rossa, Frederic Vasseur.

    In particolare, la stagione 2022 finì per incarnare una delle più grandi occasioni mancate degli ultimi anni. Dopo un avvio estremamente promettente, impreziosito da due successi nelle prime tre gare, la Ferrari vide progressivamente affievolirsi le proprie ambizioni iridate, cedendo il passo a una Red Bull capace di introdurre sviluppi tecnici determinanti e pagando, al contempo, una serie di lacune gestionali emerse con crescente evidenza nel corso del campionato.

    Ed è proprio sulla sua esperienza al vertice della Scuderia di Maranello che è tornato a soffermarsi l’ingegnere di Losanna. In una recente intervista rilasciata a La Stampa, Binotto ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi del suo percorso in Ferrari, soffermandosi anche sul rammarico che ancora accompagna la conclusione della sua avventura:

    “La mia delusione più grande? Essersi divisi a un certo punto, penso che ci fosse ancora qualcosa da poter dare. Sono stati tanti i momenti belli: i primi giorni in azienda, la prima vittoria di Alesi in Canada nel 1995, l’epoca di Schumacher. Ma preferisco guardare avanti“.

  • Austria, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

    Austria, a Verstappen il titolo di Hammer of the Day

    Quando si parla di Max Verstappen, solitamente, c’è poco da dire.

    E anche quando ci sarebbe tanto da raccontare, lui riesce comunque a lasciare senza parole.

    Il quattro volte Campione del Mondo non ha vinto nemmeno in Austria, a casa di Red Bull, dove la marea arancione si fonde con il tifo locale in un’unica, enorme voce per colui che è diventato, ormai, il punto d’incontro di anime diverse.

    È quasi paradossale vedere come Verstappen sia passato dall’essere tra i piloti più discussi a uno dei più compresi e idolatrati, nel giro di pochissimo tempo.

    Nel 2025 ha sofferto profondamente il divario tecnico dalla McLaren, soprattutto nella prima metà di stagione.

    Poi ha cambiato marcia, mettendo in scena una delle rimonte più memorabili nella storia del Motorsport, sfiorando il titolo per sole due lunghezze all’ultimo atto.

    Un tentativo rimasto tale, è vero, ma che ha ribaltato definitivamente la percezione che il mondo ha di lui.

    Anche a Spielberg, Max ha saputo lanciare la sua vettura oltre i limiti della fisica, infilandola tra monoposto al momento superiori e scavandosi uno spazio dove semplicemente non c’era.

    A lui, però, i calcoli interessano relativamente poco. È quello che fanno i piloti veri, quelli che non chiamano mai questo sport “lavoro”, perché per loro sarà sempre una gara – e una gara, in fondo, resta un gioco, anche quando si viaggia a trecento all’ora.

    Sbagliare è umano: Verstappen ha commesso i suoi errori, a volte nell’atteggiamento, altre nella foga o nel giudizio.

    Eppure la sua totale nonchalance, quel modo glaciale e distaccato di abitare il paddock, gli regala un’aria da vincente anche quando taglia il traguardo da secondo. Anche quando, semplicemente, non vince.

    È un Verstappen visibilmente maturato, quello che osserviamo oggi.

    Non sembra più portarsi dietro la rabbia perenne di un tempo, quella tensione ossessiva di chi deve dimostrare qualcosa a ogni staccata.

    Sembra, piuttosto, vivere – semplicemente vivere – attraverso il puro gesto di guidare. E allora viene da chiedersi: guida, forse, per vivere?

    No. È chiaro a tutti, ormai: vive per guidare.