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  • Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Hamilton: “Solo la potenza ci separa da Mercedes, lavoriamo per batterli”

    Il primo podio con la Ferrari non si scorda mai.

    Anche se ti chiami Lewis Hamilton e sei il pilota più vincente della storia della Formula 1.

    Ma, probabilmente, ancora più importante del terzo posto conquistato oggi a Shanghai è lo spirito con cui il numero 44 sta vivendo questo inizio di stagione: sorridente, motivato e, soprattutto, pienamente coinvolto nel progetto del Cavallino.

    Quanto visto oggi sotto il cielo cinese non ha fatto altro che confermare quanto già ammirato sette giorni fa a Melbourne: l’alfiere di Stevenage ha offerto una prestazione sempre battagliera, attaccando ogni volta che se ne presentava l’occasione, prima con le Mercedes e poi in uno spettacolare duello con il compagno di squadra Leclerc, a tratti davvero al cardiopalma.

    Merito anche, e soprattutto, della SF-26, vettura che sta dimostrando di essere, giro dopo giro, di altissimo livello, e l’unica capace di dare filo da torcere alle Frecce d’Argento.

    La differenza rispetto alle Mercedes? Solo la potenza ” ha dichiarato Hamilton nel post-gara ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia:

    Noi dal canto nostro abbiamo un gran bel motore. Loro hanno iniziato a svilupparlo un po’ prima rispetto a noi. Non so se per un turbo più grande, ma hanno più potenza in rettilineo e quando ci sorpassano sembrano volare e non possiamo fare nulla per fermarli. È lì la differenza di prestazione, perché nelle curve penso che siamo alla pari. Non ho dubbi che continueremo a migliorare le prestazioni del motore e magari lavoreremo anche sull’efficienza in rettilineo. Incrociamo le dita e speriamo di poterli raggiungere e battere “.

    Il sette volte iridato ha poi elogiato il giovane vincitore Andrea Kimi Antonelli:

    Voglio fare le congratulazioni a Kimi: ha fatto un lavoro eccezionale. Per me è stato un privilegio, come uno dei piloti più vecchi, condividere il podio con lui e vedere un ragazzino ottenere la sua prima vittoria. Ha l’opportunità di lavorare con un team fantastico “.

    Infine, Hamilton ha analizzato la sua gara, dalla lotta con Leclerc al grande lavoro del team:

    La battaglia con Charles è stata grandiosa, durissima in pista, ma è questa la natura delle corse. Devo ringraziare tutti in fabbrica: la loro spinta è stata fondamentale per portarci in questa posizione. Certo, non è la posizione definitiva che vogliamo, perché vogliamo essere davanti, perciò dobbiamo continuare a spingere e ridurre questo divario. Ma ho grandi sensazioni in macchina “.

  • Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Vasseur avvisa: “Ci aspettiamo molto dal sistema ADUO”

    Dopo il week-end d’esordio a Melbourne, la Ferrari ha trovato una conferma importante in Cina, riuscendo a stabilizzarsi come seconda forza del Mondiale dietro a una Mercedes attualmente fuori portata.

    Nonostante le risposte positive ottenute dalla pista, la competizione con la W17 è apparsa ancora impari, sia in gara che in qualifica.

    A confermarlo è stato lo stesso team principal della Ferrari, Frederic Vasseur, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “La Mercedes nel complesso è stata sempre qualche decimo più veloce di noi. Riusciamo a tenere il loro passo con l’overtake mode, magari stressando un po’ di più gli pneumatici, ma quando hanno pista libera sono più veloci. In rettilineo hanno un chiaro vantaggio, e dovremo lavorare su questo”.

    La lotta fra Hamilton e Leclerc ha comunque galvanizzato i tifosi del Cavallino, impazienti di rivedere il campione inglese a battagliare per le posizioni di testa, e il manager francese ha rivendicato la scelta di non dare ordini di scuderia:

    “La lotta fra i nostri piloti è stata sotto controllo. Anche se la paura che possa succedere qualcosa c’è sempre, è difficile congelare le posizioni. Alla fine la decisione di lasciarli liberi di correre è stata quella giusta, abbiamo avuto una bella battaglia per il team, la Formula 1 e i fan. Lewis è in una situazione diversa rispetto all’anno scorso. È ancora più dentro il team adesso, perché è stato parte del progetto fin dal primo giorno, ha lavorato al simulatore e ha migliorato il rapporto con la squadra”.

    Infine, interrogato sui prossimi sviluppi da portare in pista, il francese ha chiarito di attendere una risposta dalla Federazione in merito all’ADUO, grazie al quale si potrebbe ridurre il gap attualmente esistente con il propulsore Mercedes:

    “Bisognerà capire quando si aprirà la prima finestra dell’ADUO per lo sviluppo della Power Unit, dal quale ci aspettiamo molto. In ogni caso dovremo lavorare su tutte le aree e i singoli dettagli della vettura. In questo momento siamo davanti a McLaren e Red Bull, ma anche loro reagiranno”.

  • Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Leclerc: “Mi sono divertito con Lewis, ma il passo di Mercedes è stato impressionante”

    Nel pieno del Gran Premio di Cina, ci sono due Ferrari sul tracciato di Shanghai che mostrano agli appassionati di Formula 1 un duello pulito, onesto e di qualità.

    Al volante ci sono Charles Leclerc e Lewis Hamilton, gli unici capaci di regalare spettacolo in una gara che ha visto ancora una volta la Mercedes godere di un vantaggio tecnico immenso da colmare, almeno per ora.

    A spuntarla è stato il pilota britannico, che ha conquistato il terzo posto e il suo primo podio in Ferrari. Il monegasco, invece, è rimasto con l’amaro in bocca per un bloccaggio che gli è costato la posizione a favore del compagno di squadra.

    Dopo aver terminato la gara al quarto posto, Leclerc è tornato sul duello con Hamilton, spiegando ai microfoni di Sky Sport F1 Italia di essersi davvero divertito.

    Queste le sue parole:

    “Lewis è stato più bravo oggi e andava più forte di me, fin dalle FP1 è andato più forte. Sono ovviamente contento per il suo podio, ma al contempo deluso perché io ne sono rimasto fuori. Alla fine abbiamo dato tutto e mi sono veramente divertito nella gara”.

    Passando invece al confronto con la Mercedes, il pilota numero 16 ha analizzato con realismo il distacco dalle Frecce d’Argento.

    Se Russell ha lottato per qualche giro insieme alle due Ferrari, alla fine è comunque riuscito a scavalcare entrambi, blindando il secondo posto dietro ad Antonelli, che era già scappato via fin dai primi giri:

    “Quello che abbiamo visto oggi è purtroppo quello che ci aspettavamo dall’Australia, ma che non avevamo ancora visto completamente. Il passo che hanno fatto vedere è stato impressionante. L’unica speranza è quella di riuscire a fare sessanta giri stando lì a tentare un attacco a ogni curva e forse così possiamo vincere”.

  • Poetica

    Poetica

    Hockenheim, 2014. Non potevo entrare nel paddock perché ero ancora troppo piccolo. Mio padre, che in quel fine settimana correva in Porsche Supercup, decise di nascondermi in una pila di pneumatici e di farmi passare su un carrello. Abbiamo messo un ombrello sopra, per rendermi ancora più difficile da individuare. È così che sono entrato per la prima volta nel paddock della Formula 1 “.

    Tra l’odore della gomma, il rumore dei motori e un ombrello, la storia di Andrea Kimi Antonelli è iniziata così: con gli occhi di un bambino che guarda quel mondo da troppo vicino per smettere di credere.

    Per smettere di sognare.

    Da allora allenamenti, categorie minori, aspettative, dubbi.

    E un Paese intero che nel frattempo ha atteso, immaginando chi sarebbe stato il prossimo a riportare il tricolore sul gradino più alto, quasi vent’anni dopo quel lontano 2006, quando a Sepang vinse Giancarlo Fisichella.

    Da allora, il Canto degli Italiani non era più tornato a risuonare per primo su un podio di Formula 1.

    Fino alla bandiera a scacchi di oggi, quando un pilota italiano è tornato a vincere un Gran Premio di Formula 1.

    Una vittoria che sa di riscatto, dedizione, coraggio.

    Di rivalsa.

    Per chi ti considerava troppo acerbo, troppo giovane o semplicemente non pronto.

    Ma soprattutto, per quelle lacrime dopo le difficili qualifiche dello scorso anno a Spa-Francorchamps, che hanno toccato l’animo di tutti noi.

    Oggi ti sei ripreso tutto con gli interessi.
    Perché a volte il Motorsport sa essere incredibilmente… poetico.

    Proprio come le note di Cesare Cremonini:

    Anche quando poi saremo stanchi, troveremo il modo“.

    Ed è forse proprio questo il senso delle storie più belle.

    Cadere. Resistere. Perseguire un sogno.

    E trovare sempre, comunque, un modo.

  • Ufficiale: cancellati i GP di Bahrain e Arabia Saudita

    Ufficiale: cancellati i GP di Bahrain e Arabia Saudita

    Ufficiale: il calendario della Formula 1 resta orfano dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita. 

    La situazione geopolitica attuale, infatti, ha spinto Liberty Media e la FIA a una decisione drastica quanto inevitabile. 

    L’escalation di tensioni nell’area mediorientale non garantisce più i necessari standard di sicurezza per il personale delle squadre e per le migliaia di tifosi previsti, obbligando gli organizzatori a stralciare le due tappe dal programma del 2026.

    Per il Circus si tratta di un colpo durissimo, sia sul piano logistico che su quello economico, considerando il peso dei contratti sottoscritti con Sakhir e Jeddah. 

    Le tappe in questione non saranno sostituite.

  • Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Antonelli: “Voglio riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”

    Le qualifiche di Shanghai hanno scritto una nuova, leggendaria pagina di storia per la classe regina.

    A svettare davanti al compagno di squadra George Russell – rallentato da un guasto tecnico nel Q3 – è stato Kimi Antonelli, autore di un risultato senza precedenti. Con un magistrale 1:32.064, il diciannovenne italiano ha conquistato la prima pole position della carriera, strappando a Sebastian Vettel il primato di più giovane poleman di sempre.

    Il successo assume un contorno ancora più suggestivo guardando alle statistiche nazionali: a diciassette anni dall’ultima volta – era il 2009 con la pole di Giancarlo Fisichella a Spa – il tricolore torna finalmente a sventolare sul gradino più alto del sabato.

    Un’impresa che Antonelli spera ora di replicare nel Gran Premio di domani.

    Il compito non sarà agevole: a insidiare il giovane talento della Stella ci saranno sia un Russell desideroso di riscatto, sia le due Ferrari in seconda fila, apparse capaci di ridurre un gap tecnico che si fa sempre più sottile.

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota Mercedes ha mantenuto una lucidità sorprendente, preferendo concentrarsi immediatamente sull’obiettivo della corsa.

    “Questa mattina è stata piena di caos ed errori, ma sono riuscito a ripartire. È bello fare la pole, ma bisogna concludere bene il lavoro. Me la godrò un pochino, ma non troppo: il focus è già verso la gara. Non vedo l’ora di partire domani. Sarebbe bellissimo riportare l’Italia sul gradino più alto del podio”, ha spiegato il numero 12, ripensando ai guai della Sprint – compromessa da una penalità – e confessando il sogno di regalare un nuovo trionfo al proprio Paese.

    “Sono contento di come ho gestito la sessione, miglioravo ogni volta che scendevo in pista. Ho fatto un po’ di fatica con il bilanciamento, pensavo ci fosse qualcosa di rotto. In Q3 sapevo del problema di George, ma ho mantenuto la calma per mettere insieme il mio giro e ci sono riuscito”, ha concluso.

  • Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Russell: “In partenza occhio ai ragazzi in rosso”

    Il passo mostrato sul giro secco, già evidente in Australia e confermato nelle qualifiche Sprint in Cina, ha ribadito la superiorità tecnica della W17.

    Tuttavia, dietro le prestazioni cronometriche, sembra nascondersi l’insidia dell’affidabilità: dopo le sostituzioni preventive sulla Power Unit di George Russell a Melbourne, un nuovo allarme è scattato nel Q3 di Shanghai, quando la vettura numero 63 si è improvvisamente arrestata a centro pista per un problema al cambio.

    Nonostante il brivido, l’inglese è riuscito a riavviare la monoposto e a rientrare ai box, tornando in pista per un unico, disperato tentativo allo scadere del tempo. Il risultato è una prova di forza: Russell ha strappato il secondo posto in griglia, blindando una prima fila tutta Mercedes.

    Al termine della sessione, il pilota ha analizzato così le difficoltà incontrate:

    “In questa qualifica abbiamo dovuto limitare i danni, prima nel Q2 per un problema all’ala anteriore, poi nel Q3 quando la macchina si è fermata in mezzo al tracciato. Sono riuscito a ripartire, ma non potevo cambiare marcia. Ho iniziato il mio unico tentativo con la batteria scarica e senza aver preparato bene le gomme; nel complesso la seconda piazza è un ottimo risultato, poteva andare decisamente peggio. Kimi ha svolto un lavoro formidabile, sono molto fiero di lui”.

    Per la gara di domani, Russell non nasconde però la preoccupazione per la minaccia Ferrari. La coppia di Maranello, pronta a scattare dalla seconda fila, rappresenta l’ostacolo principale verso la vittoria:

    “Dobbiamo sempre tenere in conto i ragazzi in rosso: in partenza sono velocissimi e sono sicuro che Lewis sarà parecchio combattivo. Il nostro obiettivo sarà concentrarci su una gara pulita, offrendo al contempo un bello spettacolo ai tifosi. Vedremo cosa saremo in grado di fare”.

  • Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Verstappen: “Il problema non è il motore”

    Il week-end cinese di Max Verstappen sta scivolando verso un epilogo disastroso: anche l’ultima speranza che un set-up mirato potesse correggere il comportamento della RB22 si è dissolta come neve al sole.

    Dopo una Sprint Race faticosa, chiusa al nono posto alle spalle di un solido Oliver Bearman, le qualifiche hanno ufficialmente certificato la crisi tecnica di Milton Keynes.

    Il fuoriclasse olandese scatterà domani dall’ottava casella, la medesima posizione occupata nella gara breve, a conferma di una preoccupante assenza di progressi.

    Ciò che emerge è l’impotenza di un talento cristallino, costretto a navigare nelle retrovie di un campionato che, nonostante le aspre critiche rivolte da Super Max ai nuovi regolamenti, lo vede ancora desideroso di lottare al vertice.

    Ma l’olandese non è tipo da nascondere la frustrazione, né tantomeno da indorare la pillola di fronte alle evidenti lacune della sua monoposto.

    Intervistato ai microfoni di ViaPlay, Verstappen ha ribadito le sensazioni negative già palesate il venerdì:

    “Siamo rimasti molto indietro per tutto il fine settimana. La macchina è completamente incontrollabile e non riesco a trovare un punto di riferimento costante. Ogni giro, in pratica, è solo una questione di sopravvivenza”.

    Secondo il pilota di Hasselt, l’origine del problema risiede nel progetto stesso della RB22, una combinazione di criticità che travalica i limiti della Power Unit:

    “C’è una componente legata al motore, ovviamente, ma non è il nodo principale. Al momento perdiamo tempo soprattutto a causa della vettura: non posso spingere perché l’auto semplicemente non me lo permette”.

    La rimonta messa in mostra in Australia sembra ormai un caso isolato, non destinato a ripetersi in queste condizioni.

    Per la gara, Verstappen non si aspetta miracoli:

    “Abbiamo stravolto la macchina, ma la sensazione alla guida è rimasta identica. Domani sarà lo stesso: navigheremo tra la settima e l’ottava posizione, probabilmente lottando con Pierre Gasly. Non c’è rimasto altro da spremere”.

  • Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    Oltre il deployment: ecco come Ferrari vuole estrarre nuovi cavalli dalla sua Power Unit

    L’avvio della stagione 2026 ha messo a nudo un verdetto che a Maranello stanno analizzando con estrema attenzione: la Ferrari SF-26 è una vettura eccellente per equilibrio e gestione del telaio, ma paga ancora dazio nei confronti della cavalleria Mercedes. 

    Il cuore della questione risiede nel motore a combustione interna di Brixworth che, stando alle analisi comparative dei competitor, riuscirebbe a sprigionare circa 15 cavalli in più rispetto all’unita termica italiana.

    Per rispondere a questa superiorità, come raccontato da AutoRacer.it, i motoristi del Cavallino Rampante hanno individuato nel famigerato e discusso rapporto di compressione la chiave di volta per il prossimo step evolutivo

    Attualmente la Power Unit di Maranello lavora su un valore di 16.0:1, ma l’obiettivo dei tecnici è quello di innalzare e stabilizzare questa soglia

    Non si tratta solo di una caccia alla potenza pura per chiudere il gap nei confronti della Stella, ma di una scelta mirata all’efficienza: un rapporto di compressione superiore permetterebbe infatti di mantenere le prestazioni costanti nel tempo, limitando il decadimento della spinta con il passare dei chilometri.

    Sul versante dell’energia elettrica, la situazione è più bilanciata. 

    Sebbene l’hardware Ferrari sia considerato all’avanguardia, è nella gestione del deployment che la Mercedes continua a dettare i ritmi. 

    Tuttavia, il lavoro svolto durante le sessioni Sprint ha permesso ai tecnici in rosso di studiare le contromisure, integrando nuove logiche di scarico della potenza che hanno già iniziato a dare frutti in termini di bilanciamento complessivo.

  • Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Norris: “Ferrari ha una macchina migliore, ma stiamo facendo progressi”

    Archiviato anche il sabato del fine settimana di Shanghai, il quadro tecnico offre alcune conferme e diverse sorprese, oltre ai prevedibili passi avanti compiuti dai team dopo il primo week-end scandito dal nuovo regolamento.

    La scorsa settimana, a Melbourne, tra le squadre più deludenti figurava proprio la McLaren, rea di non aver compreso al 100% la Power Unit Mercedes e di aver realizzato una vettura dotata di un buon potenziale di base che, tuttavia, richiede l’apporto di diversi interventi per poter essere espresso correttamente.

    Questo week-end cinese sembra aver parzialmente sistemato le cose: a una buona Sprint Qualifying hanno fatto seguito una solida Sprint Race e una qualifica che conferma la scuderia di Woking nel ruolo di terza forza.

    Il team inglese si attesta davanti a una Red Bull apparsa parecchio indietro e alle spalle di una Ferrari più completa e complessivamente migliore, come affermato dallo stesso Lando Norris in zona mista.

    Le Ferrari sono semplicemente più veloci di noi: noi abbiamo una Power Unit migliore, ma loro hanno una macchina più performante. Ci sono dei punti dove loro sono più veloci e altri dove invece siamo noi a guadagnare”, ha sottolineato il Campione del Mondo, stuzzicato a proposito della sfida con le rosse.

    Il britannico si è poi detto soddisfatto dei progressi compiuti dal suo team nelle ultime sessioni: un segnale che testimonia una maggiore comprensione della Power Unit Mercedes, dalla quale ora la McLaren riesce a estrarre un potenziale superiore:

    Stiamo compiendo dei progressi, sappiamo che il livello a cui siamo non è quello a cui vorremmo essere e stiamo lavorando per migliorare“.