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  • Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Antonelli: “La pole? Sono riuscito a mettere tutto insieme, ma con Max è stata dura” 

    Avevamo lasciato Andrea Kimi Antonelli davanti a tutti – in Canada, sul gradino più alto del podio, a torreggiare su due pluri-Campioni del Mondo del calibro di Max Verstappen e Lewis Hamilton – ed è ancora davanti a questi ultimi che lo abbiamo ritrovato ieri al termine delle qualifiche del Gran Premio di Monaco.

    Il giovane pilota italiano della Mercedes ha saputo agguantare la pole position tra le insidiose curve del Principato al termine di un tiratissimo Q3.
    Il distacco di soli 43 millesimi che lo separa dalla Red Bull di Verstappen non esprime completamente la grandezza dell’impresa, se non si tiene conto della differenza di esperienza tra l’alfiere Mercedes – alla sua seconda apparizione a Monaco – e i ben più navigati piloti che ha saputo tenersi alle spalle.

    Grande la soddisfazione espressa da Antonelli al termine della sessione, confermata dal volto raggiante con il quale si è presentato alle interviste a caldo, nelle quali ha dichiarato:

    “È stato un giro nel quale sono riuscito a mettere tutto insieme, ma è stata tiratissima con Max perché credo che nel primo tentativo fossimo separati soltanto da un millesimo. Mi sono reso conto però che l’ultimo giro era buono, sono molto contento e devo un enorme ringraziamento al team”. 

    Ai microfoni di Sky Sport F1 Italia ha dichiarato di aver fatto un giro molto speciale e pulito, ammettendo però di essere sorpreso di aver conquistato la pole position:

    “Ieri è stato complicato ed ero preoccupato dopo le FP2, ma abbiamo stravolto il set-up e da stamattina mi sono sentito subito a mio agio. La W17 non è semplice da guidare, ma abbiamo fatto un enorme passo avanti”. 

    Al talento bolognese, Jenson Button ha chiesto se avesse vissuto il suo giro di qualifica come lo viveva il suo idolo Ayrton Senna – ovvero come un’esperienza quasi mistica – ma Antonelli ha elegantemente declinato ogni paragone dichiarando:

    “Monaco porta con sé le qualifiche più intense dell’anno e ci vuole un impegno enorme. Devi avvicinarti sempre più al limite e ai muretti per trovare gli ultimi due decimi. Trovare la fiducia non è facile, ma mi sono sentito bene fin da stamattina. Sono davvero felice”. 

  • Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Verstappen: “In partenza attenzione alle Ferrari, hanno sempre ottimi spunti”

    Tra le tortuose vie del Principato di Monaco il manico del pilota fa spesso la differenza, e non a caso al termine delle qualifiche andate in scena ieri è emerso il solito Max Verstappen, capace di artigliare la seconda piazza in griglia a pochi centesimi dalla pole position del superlativo Antonelli.

    Il quattro volte iridato è stato autore di un giro pazzesco, con il quale ha sfiorato la partenza al palo nell’appuntamento più prestigioso dell’anno.

    Un risultato notevole se si considera che la RB22 gli ha regalato finora pochissime soddisfazioni, ma che tra le strade del Principato sembra aver trovato un buon livello di competitività, complice anche il quinto posto centrato dal compagno di squadra Hadjar.

    Che il fuoriclasse olandese sia pronto a sferrare la zampata appena si presenta l’occasione non costituisce una novità.

    Sarà interessante scoprire come proverà a sfruttare ogni minimo spiraglio per balzare in testa poiché Verstappen non si accontenterà della seconda posizione, nonostante le pochissime opportunità di sorpasso offerte dal tracciato monegasco.

    Nelle interviste di rito concesse a caldo, il pilota è apparso soddisfatto per la prima fila conquistata:

    Se qualcuno ieri mi avesse pronosticato una mia prima fila in qualifica, avrei accolto favorevolmente la previsione. Fino a questa mattina avevamo qualche problema con la macchina, e per questo arrivare a giocarsi la pole è stato molto positivo”.

    In vista della corsa, l’olandese ha mostrato un approccio più prudente, concentrandosi sulle possibili insidie che potrebbero arrivare alle sue spalle:

    “Partire con queste macchine è molto complesso, e dietro di noi abbiamo le due Ferrari che solitamente hanno sempre buoni spunti. Staremo a vedere cosa accadrà domani. Intanto mi godo questa giornata, soprattutto perché non è mai facile ottenere un buon tempo con queste vetture, viste le differenze di erogazione di potenza tra i vari punti del tracciato, e a Monaco è ancor più complesso, ma quando concludi un giro al limite è sempre appagante”.

  • Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Hamilton: “Volevo la pole, ma la monoposto è peggiorata drasticamente rispetto a ieri”

    Dopo una prima giornata all’insegna dell’ottimismo e della fiducia, nel magico sabato del Principato di Monaco in casa Ferrari sono emersi i primi dubbi sulla reale capacità di recitare un ruolo da assoluta protagonista: perplessità che hanno poi trovato conferma nella sessione di qualifiche, conclusa con la terza posizione di Lewis Hamilton, immediatamente seguito da Charles Leclerc.

    Un verdetto discreto, che lascia però un profondo senso di amaro in bocca per aver annientato le speranze dei tifosi e degli uomini in rosso di poter artigliare una prima fila che, alla vigilia, sembrava decisamente alla portata.

    Dopo le prime due sessioni di libere, infatti, la SF-26 ha iniziato a perdere lo splendido smalto di inizio week-end già nelle FP3, per poi cedere definitivamente il passo alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli e alla Red Bull di Max Verstappen.

    Per il sette volte iridato si conferma, in ogni caso, un ottimo stato di forma e un feeling solido con la monoposto, ribadito anche tra i muretti e le insidie di una pista unica come quella di Monte Carlo.

    Al termine della qualifica più adrenalinica della stagione, Hamilton ha cercato di analizzare l’andamento della vettura del Cavallino Rampante durante le varie sessioni, evidenziando, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, una parabola discendente che lo ha lasciato interdetto:

    Se pensavo di poter fare la pole? Sì, ma credo che gli altri abbiano fatto un passo avanti rispetto a ieri. In Mercedes hanno ammorbidito parecchio la vettura e si sono avvicinati, mentre noi in qualche modo abbiamo fatto un passo indietro. In realtà non abbiamo cambiato nulla di sostanziale, per cui non so cosa sia successo. Già le FP3 non erano state fantastiche, ma almeno eravamo abbastanza veloci. Nelle qualifiche, invece, le sensazioni della monoposto erano completamente diverse. Non so se anche Charles ha riscontrato le stesse problematiche. Io ho dovuto di continuo apportare modifiche all’ala anteriore, togliendo carico di continuo: è stato tutto un po’ strano“. 

  • Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    Leclerc: “Se risolveremo i problemi ai freni, quella di domani sarà una giornata migliore”

    La prima giornata dell’inimitabile Gran Premio di Monaco ha confermato i pronostici della vigilia: la Ferrari c’è, è solida e si candida, senza mezzi termini, al ruolo di favorita.

    A certificarlo sono le seconde prove libere, che hanno visto Lewis Hamilton strappare la miglior prestazione, tallonato da Charles Leclerc a soli 111 millesimi di distacco.

    La SF-26, d’altronde, ha già dimostrato in questa prima parte di stagione di disporre di un telaio eccellente – probabilmente il punto di riferimento del lotto – pagando dazio quasi esclusivamente nei lunghi rettilinei per via del gap motoristico nei confronti di Mercedes e Red Bull.

    Le stradine del Principato, strette e spietate, stanno quindi esaltando le doti native della Rossa, premiandone l’ottimo carico aerodinamico e una straordinaria efficienza meccanica, cruciale per scaricare a terra ogni singolo cavallo in trazione.

    Ma se da un lato il sette volte iridato sta dando continuità alle ottime sensazioni mostrate a Montreal, dall’altro il padrone di casa, pur firmando crono di assoluto rilievo, è sembrato ancora alla ricerca della simbiosi perfetta con la sua monoposto.

    Le difficoltà del numero 16 appaiono comunque circoscritte alla sola fase di frenata, così come accaduto in Canada, un dettaglio su cui gli ingegneri del Cavallino dovranno lavorare sodo nelle prossime ore.

    Al termine della giornata, Leclerc ha analizzato quanto accaduto in pista come segue ai microfoni di Sky Sports F1 UK:

    Oggi è stato molto difficile. Stiamo affrontando un bel po’ di problemi con i freni dal mio lato, quindi stiamo cercando di risolverli. È molto specifico quello che abbiamo ed è un problema simile a quello avuto in Canada. Abbiamo alcune idee per migliorare la situazione, non siamo ancora riusciti a trovare una soluzione chiara, ma spero che ci riusciremo per domani. Di conseguenza la fiducia non è al massimo livello al momento, ma a parte questo quella di Monaco è una pista che amo e sono sicuro che, se risolveremo questi problemi per domani, sarà un bel passo avanti. Alla fine, non è stata una giornata disastrosa, ma Max e Lewis sono stati molto forti. Non sono preoccupato, ma sarà una qualifica difficile“.

  • Leclerc: “Il rinnovo? Non di solo amore si tratta. Credo nel progetto tecnico”

    Leclerc: “Il rinnovo? Non di solo amore si tratta. Credo nel progetto tecnico”

    Il fine settimana che invade e paralizza le strade del Principato dal secolo scorso ha sempre rappresentato un appuntamento col cuore per Charles Leclerc, cresciuto inseguendo con lo sguardo dalla propria abitazione quella monoposto dipinta di rosso le cui redini, come promesso a papà Hervé, negli anni successivi sarebbero state attratte dalle sue mani come una preda col suo cacciatore.

    A rendere ancora più speciale l’edizione corrente del Gran Premio di Monaco, però, ci ha pensato il rinnovo firmato dal padrone di casa con la Ferrari nella giornata di ieri, precedendo di poche ore l’avvio di un turbinio di emozioni e impegni che il monegasco potrà ora affrontare con la consapevolezza di essere ancora saldamente legato al suo fedelissimo Cavallino.

    Ma la volontà di rimanere alla corte di Fred Vasseur, come ha spiegato lo stesso numero 16 ai microfoni di Motorsport.com, non è scaturita da una semplice promessa di amore eterno, bensì da una rinnovata fiducia nei confronti di una vettura e di un team che, nonostante le copiose ed evidenti difficoltà degli ultimi anni, a detta dell’alfiere è in cammino verso l’agognato successo:

    “Credo che ogni rinnovo venga sempre valutato con la dovuta attenzione e, in questo caso, non è stato diverso rispetto ai precedenti. L’aspetto principale è credere nel progetto. Per quanto riguarda l’amore che provo per questa squadra, non è più qualcosa che devo mettere in discussione, quindi da quel punto di vista non ho dovuto riflettere molto. Abbiamo visto soluzioni inedite sulla monoposto e questo mi ha dato ulteriore fiducia, convincendomi che questa è la squadra con cui voglio stare”.

    Interrogato sulla possibilità che le avances delle scuderie rivali abbiano potuto interferire con il processo di rinnovo del contratto con la Rossa, Leclerc non ha scelto mezze parole per ribadire la propria presa di posizione: nessuna tentazione è mai stata tanto forte da intaccare la sua ferrea volontà di riportare il mondiale in Italia.

    “Non ho mai valutato davvero delle alternative. Sicuramente ci sono state delle conversazioni, anche perché dopo dieci anni in questo paddock si creano relazioni che vanno oltre il semplice ambito professionale. Per quanto mi riguarda, e ci tengo a dirlo, ciò che volevo fare è sempre stato molto chiaro: quello che voglio è vincere, l’ho sempre detto, e ciò che desidero davvero è vincere in rosso. Questo rinnovo nasce con l’obiettivo di riportare la Ferrari in alto”.

  • Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Leclerc: “Mondiale aperto, non ho mai visto una Ferrari così spinta al limite”

    Il ritorno della Formula 1 tra i muretti del Principato di Monaco riaccende inevitabilmente i riflettori sul rapporto tra Charles Leclerc e le strade che lo hanno visto crescere.

    Non è solo una questione di appartenenza geografica, ma di un bilancio sportivo ancora in sospeso, sospeso tra giornate indimenticabili (come la vittoria colta il 26 maggio 2024) e altre in cui il risultato ambito è sfuggito amaramente.

    In un fine settimana che per caratteristiche tecniche potrebbe finalmente permettere alla SF-26 di annullare il gap motoristico e sfidare apertamente il primato Mercedes, il pilota numero 16 ha affidato a La Gazzetta dello Sport un’analisi lucida sulle prospettive di un Mondiale che considera ancora del tutto in gioco:

    Considero tutto aperto. Una stagione come quella che stiamo vivendo, con un nuovo regolamento tecnico, permette ai team di avere una curva di sviluppo molto ripida. Nelle prime gare abbiamo scoperto tanto della nostra vettura, per poi lavorare a Maranello per sviluppi importanti. Lo scorso anno ci ha insegnato quanto le gerarchie possano cambiare velocemente”.

    Nonostante una W17 capace di imporre il proprio ritmo in questa prima fase del campionato, Charles non mostra timori reverenziali e ribadisce la convinzione che le Frecce d’Argento non siano inattaccabili:

    “Questa stagione può andare in tutte le direzioni e il Mondiale è davvero ancora aperto. Dobbiamo continuare a lavorare nel modo giusto e non perdere l’entusiasmo, soprattutto all’interno del team”.

    Oltre alle ambizioni iridate, Leclerc ha voluto evidenziare la trasformazione interna vissuta dalla Gestione Sportiva, sottolineando come il progresso tecnico sia supportato da una metamorfosi nell’approccio alle corse che sembra aver colmato le lacune del passato:

    “Non penso di aver mai visto la squadra così al limite. C’è una mentalità aggressiva che mi piace molto, in ogni aspetto: la produzione, l’innovazione, i rischi che ci siamo presi. L’altro aspetto diverso che percepisco è quello della calma: vogliamo i risultati però allo stesso tempo c’è una lucidità nel gestire il tutto che qualche stagione fa non avevamo”.

  • Bearman: “Ho un solo obiettivo, la Ferrari. Ma non ho fretta”

    Bearman: “Ho un solo obiettivo, la Ferrari. Ma non ho fretta”

    Il fine settimana andato in scena a Montreal era stato anticipato da una perentoria presa di posizione da parte di Lewis Hamilton, il quale, infastidito dall’idea che qualcuno volesse allontanarlo dal sedile della Ferrari cedendo a retoriche che lo descrivono ormai lontano dallo splendore agonistico che lo ha trasformato in un sette volte iridato, ha voluto assicurare a tifosi e addetti ai lavori che il suo ritiro dalle fila della classe regina è tutt’altro che vicino.

    A scatenarsi, soprattutto a seguito del secondo posto conquistato dall’alfiere britannico proprio sul tracciato dedicato a Gilles Villeneuve, è stata una reazione a catena di domande che ha portato a volgere lo sguardo verso colui che, agli occhi di molti, rappresenta il naturale successore del nativo di Stevenage al volante della Rossa. Il contratto che lega Oliver Bearman al Cavallino fino alla fine del 2027 grazie al nodo centrale rappresentato dalla Ferrari Driver Academy, infatti, è tornato a essere sotto la lente d’ingrandimento, grazie anche alle ottime prestazioni portate in pista proprio dal giovane pilota al volante della sua Haas nel corso di questa prima parte di stagione. 

    Interrogato ai microfoni dell’agenzia di stampa Press Association, il ventunenne ha, però, voluto mettere a tacere ogni forma di indiscrezione sul suo futuro, ponendo l’accento sul suo desiderio di approdare a Maranello senza bruciare le tappe e solo quando potrà fare affidamento su una guida più matura: 

    “Non ci sono particolari scadenze che mi impongano di fare delle cose entro un certo termine. Non mi interessa granché, anzi voglio solo continuare a diventare la versione migliore di me stesso, dare a questa squadra le migliori possibilità di lottare e continuare a divertirmi. La Ferrari? Ovviamente ho un contratto con loro, hanno riposto fiducia in me sin dall’inizio ed è naturale che il mio obiettivo finale sia quello di stare con loro”. 

    Con la tumultuosa silly season pronta a infiammare i mesi estivi, Bearman ci ha tenuto a sottolineare che le uniche questioni verso cui vuole indirizzare la propria energia sono quelle che riguardano la pista e ciò che va in scena su di essa durante i fine settimana di gara, lasciando nelle mani di chi di dovere tutto ciò che minaccia la sua concentrazione: 

    “A molti stanno scadendo i contratti, penso che tutti volessero vedere come sarebbe stata la gerarchia nel 2026 e questo determinerà poi come sarà il 2027. Ma non sono affari miei: io guido la macchina, ci sono persone che se ne occupano per me. Perdere la concentrazione a causa di queste voci e di altre cose non migliorerà le mie prestazioni. Mi sento pronto per qualsiasi evenienza, è questo che conta”.

  • Montoya: “Se Verstappen si è offeso per le mie parole ha dei seri problemi”

    Montoya: “Se Verstappen si è offeso per le mie parole ha dei seri problemi”

    Fra i molteplici attriti e dissapori che animano il paddock della classe regina, a spiccare, nelle ultime settimane, è stato certamente quello scoppiato fra Max Verstappen e Juan Pablo Montoya.

    Le provocazioni del colombiano seguono spesso una linea di pensiero così singolare da essere sovente scambiata per pura scelleratezza, mirata solo a suscitare polemiche.

    Eppure, nonostante l’indifferenza ostentata da Max, c’è chi ha offerto una lettura differente delle sue parole, scorgendovi l’ombra di un rancore forzatamente soffocato.

    “Non so che problemi abbia”, aveva tuonato l’olandese durante una recente intervista al De Telegraaf, replicando alle dure invettive del colombiano, mostratosi critico rispetto al disamore provato dal pilota di Hasselt per i regolamenti 2026.

    Montoya ha infatti bollato come irriverente l’insofferenza di Max, tradottasi in attacchi frontali a FIA e Liberty Media e in ritratti tutt’altro che lusinghieri delle nuove monoposto. La posizione di Verstappen è netta: i commenti del suo detrattore sarebbero strumenti di un modus operandi meschino, architettato solo per attirare i riflettori dei media.

    Sulla questione è tornato lo stesso Montoya che, intercettato da Sports Betting, ha smorzato i toni del diverbio pur senza risparmiare l’ennesima stoccata:

    “Non c’è nessun dramma tra me e Max. Se davvero lui si è arrabbiato per ciò che ho detto, allora ha più problemi nella vita di quanti dovrebbe averne. Ho parlato spesso con lui in passato e durante le gare, in realtà andiamo d’accordo. Non passiamo il tempo a chiacchierare, ma ci salutiamo, e io saluto anche Jos. Non abbiamo mai avuto problemi e non credo ce ne siano adesso”.

    “La mia intervista alla BBC è stata completamente decontestualizzata. Avevo solo detto che i piloti critici verso la F1 dovrebbero essere penalizzati. Mi hanno chiesto se questo discorso includesse anche Max e ho risposto di sì. Poi la gente ha chiesto a Max cosa ne pensasse di me, quindi, ovviamente, ha reagito. È normale. Se fosse stato il contrario, avrei fatto come lui. Non credo gliene freghi un ca**o. A me di sicuro non importa, ha infine concluso.

  • Antonelli: “ADUO a Ferrari? Potrebbero avvicinarsi, ma non sarà facile estrarre più potenza”

    Antonelli: “ADUO a Ferrari? Potrebbero avvicinarsi, ma non sarà facile estrarre più potenza”

    Dopo i primi cinque appuntamenti del Mondiale 2026, la Mercedes si presenta a Monaco in una posizione di netta superiorità tecnica e numerica. 

    Con 219 punti nel Campionato Costruttori, contro i 147 della Ferrari e i 106 della McLaren, la Stella di Brackley ha dimostrato di essere il riferimento assoluto della categoria. 

    Tuttavia, l’attenzione del paddock si sta spostando su ADUO, il sistema di concessioni che la FIA assegnerà ai motoristi in difficoltà, una finestra che potrebbe favorire proprio la Ferrari, penalizzata finora sul fronte della Power Unit.

    A commentare questo possibile scenario è stato il leader della classifica iridata, Andrea Kimi Antonelli, intervistato da Bologna Today a Brisighella durante la consegna del Trofeo Bandini

    Il pilota della Mercedes non ha nascosto il timore che il team di Maranello possa accorciare le distanze, sottolineando come la SF-26 possieda già un’ottima base a livello di telaio: 

    “Vedremo i team che riceveranno l’ADUO. Sicuramente Ferrari sembra una di quelle. Se riusciranno a sviluppare il motore si avvicineranno, perché comunque a livello di telaio anche loro sono messi bene. Sembra facciano un po’ più di fatica in gara quando c’è degrado“, ha analizzato Antonelli. “Se riusciranno a portare un motore sviluppato si avvicineranno. Ma non sarà facile, perché trovare più potenza in un motore non è mai semplice e ci vuole un po’ di tempo, però se riusciranno a trovare la quadra, si avvicineranno molto e potrebbero impensierirci”. 

  • Hamilton: “Credo proprio che saremo molto forti a Monaco”

    Hamilton: “Credo proprio che saremo molto forti a Monaco”

    Il secondo posto conquistato da Lewis Hamilton in Canada ha sensibilmente cambiato il clima in casa Ferrari, restituendo a Maranello una prospettiva decisamente più solida in vista dell’appuntamento di Monaco.

    Sebbene questo risultato non abbia cancellato i limiti strutturali della SF-26, specialmente per quanto riguarda l’efficienza della Power Unit, ha confermato un passo competitivo che sulle strade del Principato potrebbe trovare la sua massima espressione, dato che su quel tracciato la potenza pura passa in secondo piano rispetto alle doti del telaio.

    A Montreal, Hamilton ha ottenuto il suo miglior piazzamento da quando veste la tuta della Rossa, mostrandosi a proprio agio per tutto il fine settimana.

    In conferenza stampa, il sette volte Campione del Mondo ha indicato proprio la gara monegasca come una ghiotta occasione per la Ferrari, sottolineando che: “Quella di Monaco è l‘unica pista in cui la potenza non è fondamentale“.

    Il ragionamento del britannico poggia sulla natura intrinseca del circuito cittadino: pochissimi allunghi, grande necessità di trazione meccanica e una fiducia totale nella risposta della vettura nei tratti guidati. Si tratta di una combinazione tecnica che potrebbe minimizzare il principale deficit della Ferrari emerso in questa prima fase della stagione.

    “Là è tutta una questione di prestazioni del telaio“, ha spiegato Hamilton analizzando la sfida imminente. “Credo che la nostra macchina potrebbe essere davvero forte lì e mi concentrerò per assicurarmi di arrivarci con la stessa energia che avevo in questo fine settimana. Studierò molto con gli ingegneri per mettere l’auto nella posizione giusta sin dalle FP1″.

    Nonostante l’ottimismo, il divario di potenza resta un tema centrale: in Canada la SF-26 è riuscita a difendersi nei tratti più tecnici, ma ha continuato a soffrire nei rettilinei, dove il gap con i diretti avversari è apparso ancora marcato nelle analisi post-gara.

    La fotografia scattata da Hamilton è estremamente nitida: la Ferrari è competitiva quando conta l’appoggio, ma fatica a trasformare i cavalli in velocità di punta. “Se togliete il deficit di potenza siamo in lotta con quelli davanti”, ha ammesso con onestà il pilota. “Ma ad oggi non è così: riesco a stargli dietro e tenere il loro passo in curva, ma non riesco a spingere oltre sull’acceleratore. Li vedi guadagnare in rettilineo e li riprendi in frenata, ma poi allungano di nuovo sul dritto. Ed è davvero difficile, siamo molto indietro”.

    Proprio per questo, Monaco rappresenta una speranza concreta: su un tracciato dove l’unità motrice incide meno sul tempo sul giro, la Ferrari potrebbe finalmente mostrare il lato migliore del proprio potenziale. Hamilton guarda con interesse anche ai risvolti regolamentari:

    “Spero che l’ADUO ci possa permettere di migliorare un po’ le prestazioni per permettere di farci lottare. Ma Monaco dovrebbe essere divertente“.

    Se il Canada ha mostrato la versione più convincente del binomio Hamilton-Ferrari, il Principato fungerà da prova del nove per capire se, eliminando la variabile potenza, la SF-26 sia davvero in grado di tornare a dettare il passo davanti a tutti.