Monza ha messo a nudo uno dei limiti più complessi di questa nuova Formula 1: sul tracciato brianzolo, ora più che mai, il ritmo in curva si rivela inefficace se manca la velocità di punta nei lunghi rettilinei, specie quando un’erogazione dell’energia non ottimale penalizza la fase di accelerazione.
Max Verstappen si è trovato a fare i conti proprio con questo deficit, che nemmeno il suo talento è riuscito a mascherare.
La sua Red Bull, pur avendo un passo sufficiente per reggere il ritmo del gruppo di testa, non disponeva infatti della velocità necessaria per capitalizzare la scia e sferrare un attacco concreto alle Mercedes.
L’olandese ha cercato quindi di compensare modificando le traiettorie e tentando più volte l’attacco all’esterno, come ha raccontato a David Coulthard ai piedi del podio:
“Ho dovuto provarci diverse volte all’esterno, perché tra la Curva 2 e la 4 facevamo davvero molta fatica con l’erogazione dell’energia rispetto ai nostri avversari. In generale, la velocità di punta non era dalla nostra parte. Ho cercato semplicemente di restare aggrappato, ma loro erano un po’ troppo veloci. Provavo a utilizzare la modalità sorpasso, ma a un certo punto ho perso quella possibilità e ho cercato soltanto di fare la mia gara. Sono contento del terzo posto e di essere salito sul podio qui”.

Il deficit non riguardava soltanto la velocità di punta, ma anche la capacità di sfruttare l’energia disponibile nei punti decisivi del giro.
Il quattro volte Campione del Mondo ha provato a utilizzare l’Overtake Mode per costruire la manovra, senza però riuscire a trovare lo spunto sufficiente per completarla, come ha ribadito poi in conferenza stampa:
“Ho avuto i miei problemi in qualifica, che sono proseguiti in gara, ed è stato molto chiaro che non siamo riusciti a tenere il passo con la potenza erogata dalle macchine motorizzate Mercedes. E su una pista come Monza, questo rende tutto difficile”.

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