Il Gran Premio d’Italia doveva rappresentare l’occasione ideale per infiammare il pubblico di casa, ma la pista di Monza ha presentato alla Ferrari un conto salatissimo, mettendo a nudo tutti i limiti strutturali della SF-26.
Tra il violento impatto contro le barriere che ha tolto subito dai giochi Charles Leclerc all’uscita della Parabolica e la gara anonima di Lewis Hamilton, scivolato fino al sesto posto, il fine settimana brianzolo si è trasformato in una resa incondizionata dettata dalla cronica mancanza di velocità di punta e da una gestione critica dell’ibrido.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport F1 Italia a motori spenti, Frederic Vasseur non ha nascosto la delusione per una domenica rivelatasi persino più severa delle attese:
“È una giornata dura. Sabato era andata piuttosto bene per noi, però sapevamo di avere un enorme deficit nella velocità di punta. Sapevamo che sarebbe stato difficile in gara difendersi e attaccare, ed è andata così. Fatichiamo in rettilineo. II passo era buono, non era quello il grosso problema, però perdevamo posizioni e non riuscivamo a superare quando avevamo l’opportunità”.
Il manager francese ha poi analizzato nel dettaglio come il layout unico di Monza abbia amplificato le debolezze della SF-26 rispetto ad altri tracciati:
“Conosciamo i numeri e sappiamo che qui c’è una sensibilità enorme. Se sei dietro a qualcuno a Zandvoort perdi due decimi a mezzo giro, mentre a Monza sono cinque decimi. Quando difendiamo o attacchiamo utilizziamo energia in rettilineo e poi perdiamo proprio la potenza, perdiamo la posizione”.

A pesare sull’atmosfera del box c’è stato anche il forte spavento per il botto di Leclerc, rientrato subito a casa per smaltire la botta:
“Ne abbiamo parlato durante la gara, mi ha detto che stava bene, però ha preferito tornare a casa il prima possibile. Chiaramente è stato un po’ uno shock, perché è stato un impatto abbastanza pesante”.
Nel debriefing finale, il team principal ha comunque tracciato la rotta in vista del prosieguo del campionato:
“Sapevamo che per il disegno della pista probabilmente sarebbe stata la gara più difficile della stagione per noi. Dobbiamo prendere una gara alla volta e continuare a spingere, sviluppando la vettura e il motore. Baku sarà tutta un’altra storia”.

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