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  • Il Pagellone del Gran Premio del Belgio

    Il Pagellone del Gran Premio del Belgio

    Il Belgio è un Paese piccolo che si è dato tre lingue, un solo re e un’infinità di modi per litigare pacificamente su tutto.

    È la sede del Parlamento Europeo, dove si decide il destino del continente tra una riunione e un waffle. Poi, in mezzo alle Ardenne, qualcuno ha avuto l’idea di scavare Spa-Francorchamps. E lì, tutta quella pacatezza belga va a farsi benedire.

    Perché Spa non è un circuito, è un capriccio del terreno che la Formula 1 ha deciso di addomesticare senza mai riuscirci del tutto. Il sole può splendere a Les Combes mentre a Stavelot, due chilometri più in là, sta già diluviando. È l’unico posto al mondo dove anche il meteo si iscrive al Mondiale con pieno diritto di voto.

    E poi c’è l’Eau Rouge-Raidillon, che non è una curva: è un patto di fiducia rinnovato ogni anno tra il pilota e la fisica, con la fisica che finora ha sempre avuto l’ultima parola. Da queste parti sono passati tutti, e tutti hanno lasciato un segno. Spa non misura solo chi va più veloce. Misura chi ha ancora qualcosa da dimostrare.

    Questo è il Pagellone di Hammer Time.

    Mercedes, voto 8: Inno di Mameli, tortellini alla bolognese e ricchi cotillon. Antonelli è lo scolaretto pettinato con la riga, è il pozzo di San Patrizio, è l’erba del vicino, vincente in un Gran Premio nel quale è andato tutt’altro che a Spa-sso. Recupera il maltolto di Silverstone, lasciando a bocca asciutta un Giorgino uscito subito di scena. Se l’inglese fosse il personaggio di un film horror, sarebbe il figurante che si fa divorare dallo zombie nella scena iniziale. Peccato davvero, perché sarebbe stato interessante vedere la vera differenza tra i due a parità di vettura, su una pista che notoriamente premia chi ha il coraggio di tenere il piede sull’acceleratore. Invece l’esperimento è saltato al primo giro, e la curiosità resta lì, arenata nella ghiaia. Saluti e baci.

    Ferrari, voto 8: La Ferrari è come il caldo: più che i dati conta il percepito. E questo week-end, francamente, è stato migliore del previsto. Su una pista che prometteva sofferenze, la Rossa ha invece tenuto botta, portando a casa una gara solida e convincente. E poi, perbacco, il primo colpo di fortuna per Carletto! Quando la Virtual Safety Car stava per trasformarsi in un pit-stop da manuale, il mio lato superstizioso ha preso il sopravvento: ho sparso sul pavimento più sale di Neil di Art Attack. Ha funzionato.

    Meno fortunato Sir Luigi, che raccoglie decisamente meno di quanto aveva seminato. E a essere raccolto, purtroppo, è stato pure un meccanico, travolto nella concitazione del pit-stop. Caro Lewis, se il cambio gomme non ti soddisfa, evita perlomeno di falciare la crew: non ti hanno nemmeno mai chiesto la mancia.

    McLaren, voto 7: Davvero un buon lavoro per il Champ, che ci ha fatto divertire in quella che per McLaren è stata, altrimenti, una gara da sonni profondi. Rimonta con la fretta di un corriere, al pit perde 6 litri di tempo e nonostante questo chiude a una distanza totalmente accettabile dal compagno di scuderia. Applausi per il tentativo, quantomeno. E Piastri? Incolore, come gli capita spesso ultimamente. Chi riesce a spiegarne le ragioni vince una bambolina. Io, onestamente, ho smesso di provarci da un paio di week-end. Lui anche, mi sa.

    Red Bull, voto 7: Dal regista di Missione più che possibile, un’altra domenica sopra le righe per il duo Red Bull. Verstappen tira fuori il solito repertorio di prodigi, trasformando una macchina non perfetta in qualcosa che assomiglia tremendamente a una candidata alla vittoria. Il vero capolavoro, però, lo firma Hadjar. Partiva da una galassia lontana lontana, eppure chiude con una P6 che profuma d’impresa. Il francesino è in uno stato di forma talmente smagliante che, quando gli scattano una foto, è il flash a rimanere accecato.

    A questo punto la domanda è una sola: riuscirà questa Red Bull a vincerne una prima della fine del Mondiale? Se avete la risposta, scrivetela su un foglietto e inviatecela via fax. Le consegne tramite piccione sono sospese per il periodo estivo.

    Haas, voto 5: Ormai il povero Ocon è salito sul carro di certe mammole che, in Formula 1, cominciano a sentire il ticchettio dell’orologio. E con il caldo estivo sembra essersi sciolta anche un po’ della sua già precaria tenuta. Ciccio, quando ogni domenica ti ritrovi a battagliare gomito a gomito con le Cady, vuol dire che i gelati sono proprio finiti. Dai, su. Largo ai giovani.

    Audi, voto 7: Stai a vedere che forse abbiamo sfatato quel modo di fare tutto chiacchiere e distintivo che distingueva la Compagnia degli Anelli. È Bortoleto il man of the match, forse tra le prime vere dimostrazioni in Formula 1 di un talento così grande da poterne far scarpetta. P8 per una vettura che non è di certo un bisturi da chirurgo plastico, ma che nelle sue mani sembra improvvisamente meno grezza, meno approssimativa.

    Dall’altra parte del box, invece, Hulk vive un fine settimana da comparsa. Sempre in affanno, mai davvero nel ritmo, finisce per fare da spettatore al compagno proprio quando serviva l’esperienza del veterano. Se Bortoleto ha acceso la luce, Nico ha passato il week-end a cercarne l’interruttore.

    Racing Bulls e Alpine, voto 7: A braccetto per tutto il Gran Premio. E chi sono io per dividerli? Se le sono date di santa ragione dal primo all’ultimo giro, regalando uno dei duelli più belli della domenica. Peccato che la FOM abbia deciso di trattarlo come un segreto di Stato: non un’inquadratura, non un replay, non un briciolo di attenzione. Più che una regia, un atto di vilipendio al Motorsport. A godersi lo spettacolo sono rimasti soltanto i tifosi sulle tribune e gli abitanti di Spa, gli spartani, che almeno hanno potuto voltare la testa e seguirseli dal vivo. Tutti gli altri, invece, dovranno fidarsi della parola di chi c’era: ed è un peccato, perché quella battaglia meritava molto più di qualche cronometro in sovrimpressione.

    Williams, voto 4: I due piloti Williams sono rimasti trattenuti all’assemblea condominiale. Punto quinto all’ordine del giorno: ripartizione millesimale delle spese per l’ascensore. Albon sosteneva di vantare un rimborso arretrato dal 2019, Sainz chiedeva invece il rifacimento della facciata, ma ahimè i bonus sono scaduti da un pezzo. Due ore di discussione, tre sospensioni, una minaccia di chiamare l’avvocato e, naturalmente, quorum mancato. La delibera salta ancora e l’unica decisione approvata all’unanimità è mettere a verbale che l’amministratore è un cornuto. Carlitos, però, la serata l’ha comunque salvata: la Spagna si laurea Campione del Mondo e lui si affaccia al balcone urlando “Campeones!” con tale entusiasmo da costringere il vicino del terzo piano a minacciare querela. In pista, invece, la Williams è rimasta fedele allo spirito dell’assemblea: tanto rumore, tante parole e nessuna decisione che cambiasse davvero le cose.

    Aston Martin, voto 2: Altro che Nolan, questa è la vera Odissea. Ogni Gran Premio è un nuovo capitolo di un viaggio che sembra non finire mai, con la Verdona di Silverstone costretta a navigare tra più problemi che chilometri. L’elenco dei guai è talmente lungo da sembrare una delle infinite liste di Salvini. In qualifica restano affacciati al davanzale, in gara il distacco è talmente ampio che ormai viene espresso in ferie maturate anziché in secondi. Se gli aggiornamenti non funzionano, più che Adrian Newey servirà uno psichiatra di reparto. Che disastro.

    Cadillac, voto 3: In attesa di metalli più pregiati, in Cadillac si godono queste due facce di bronzo. Tra un oh issa e un oplà, Perez saluta anzitempo per una buona dose di sfortuna, mentre Bottas resta più introvabile dell’indirizzo di casa di Saviano. Le uniche apparizioni televisive arrivano durante i doppiaggi. E lì confesso di aver avuto un dubbio: ero convinto che con la bandiera blu ci si dovesse spostare. Ma si sa, Paese che vai, usanza che trovi. Per il resto, il nulla cosmico. Prossima fermata? Il carrello dei bolliti. E, al ritmo attuale, rischiano pure di perderlo.

  • Russell: “Chiedo solo la stessa macchina di Antonelli”

    Russell: “Chiedo solo la stessa macchina di Antonelli”

    La domenica di Spa-Francorchamps ha lasciato in dote a George Russell una pesante scia di tensioni e malumori.

    La domenica del nativo di King’s Lynn sul leggendario tracciato di Spa-Francorchamps si è trasformata in un calvario fin dalle primissime battute.

    Il pilota britannico si è prima ritrovato privato della piena disponibilità di potenza e di energia elettrica, una carenza che lo ha reso una preda vulnerabile sul rettilineo del Kemmel, poi coinvolto in un contatto con Lewis Hamilton che ne ha provocato il ritiro.

    “Eravamo molto vicini a Lewis“, ha ricostruito un amaro Russell ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, analizzando i concitati momenti precedenti al DNF. “Non avremmo dovuto trovarci in quella posizione, innanzitutto perché non avevo potenza, non avevo energia”.

    “Sono stato superato da Leclerc e da Piastri ed è stato pericoloso, onestamente”, ha sottolineato il britannico.

    Interpellato sulla possibilità che si trattasse della replica del problema già riscontrato a Silverstone, il 63 ha stroncato ogni dubbio con una secca smentita:

    “No, si è trattato di un altro problema”.

    È proprio in questo scenario che le dichiarazioni del britannico hanno assunto un peso politico specifico enorme, spostando l’asse del discorso sul delicatissimo confronto interno con l’altro alfiere di Brackley, Andrea Kimi Antonelli.

    Russell ha infatti lanciato un messaggio perentorio ai vertici della Stella, pretendendo garanzie assolute sulla parità di trattamento tecnico all’interno del box.

    “Voglio soltanto che la mia macchina sia la stessa di Antonelli”, ha scandito Russell, alzando sensibilmente i toni del dibattito. “Non chiedo nulla di più. Soltanto la stessa macchina, ed è quello che cercherò di avere”.

  • Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    Leclerc: “A Budapest da favoriti? Anche a Monaco pensavamo di esserlo”

    È stato un Gran Premio del Belgio tutto cuore e grinta quello vissuto da Charles Leclerc, secondo sotto la bandiera a scacchi al termine di una gara che ha visto il pilota della Ferrari protagonista di una prestazione di altissimo livello, fatta di determinazione, lucidità e carattere.

    Dopo un primo giro praticamente perfetto, che gli ha consentito di conquistare quasi immediatamente la seconda posizione, il monegasco ha saputo sfruttare al meglio la sosta in regime di Virtual Safety Car, ritrovandosi così al comando della contesa.

    Una leadership difesa con le unghie e con i denti dagli attacchi dell’arrembante Mercedes di Andrea Kimi Antonelli che, forte anche del vantaggio sul piano motoristico, giro dopo giro è riuscito a ricucire il distacco e a prendersi infine la vittoria.

    Il secondo posto finale rappresenta comunque un risultato di enorme valore, sia dal punto di vista tecnico sia sotto quello emotivo, a conferma della costante crescita della Ferrari e di un Cavallino che adesso può guardare con ancora più fiducia al prossimo appuntamento in Ungheria, dove, almeno sulla carta, la SF-26 potrebbe esaltare ancora di più le proprie caratteristiche.

    Le lacune che ci aspettavamo le avevamo comunque, ma abbiamo fatto di tutto per arginarle “, ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia.

    La partenza è stata divertente, abbiamo avuto un deployment molto forte fuori dalla Eau Rouge e quello mi ha permesso di sorpassare sia Russell che Verstappen sul rettilineo. Poi abbiamo avuto anche un po’ di fortuna con la Virtual Safety Car, ma me la prendo. Facevamo comunque fatica nei rettilinei, però il passo non era male. Sono rimasto sorpreso quando Kimi mi ha passato, perché pensavo che sarebbe andato via facilmente. Invece, con la scia sono rimasto lì e ci ho creduto fino alla fine, ma non ne avevamo abbastanza “.

    Incalzato infine su una Ferrari potenzialmente favorita in Ungheria, il pilota di Monte-Carlo ha preferito mantenere un profilo basso:

    Abbiamo la consapevolezza che la nostra macchina si adatterà di più a Budapest rispetto che qui a Spa-Francorchamps, però anche a Monaco siamo arrivati pensando di essere i favoriti. La Mercedes ha una grande macchina anche quando si tratta di modificare gli assetti per andare forte in circuiti più tecnici, quindi non penso che saremo favoriti. La Mercedes è un passo avanti a noi al momento, ma faremo di tutto per esserci se ci sarà l’opportunità di vincere ” .

  • Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Vasseur: “Budapest congeniale alla SF-26? Vero, ma non sopravvalutiamo il nostro ritmo”

    Con il secondo posto di Charles Leclerc e la quarta piazza di Lewis Hamilton conquistati a Spa-Francorchamps, la Ferrari ha lasciato il Belgio con un bottino di ben 30 punti, che si sommano ai 40 incamerati nel precedente appuntamento di Silverstone.

    Considerando i pronostici delle vigilie, che dipingevano entrambi i fine settimana come tappe in cui la Rossa sarebbe stata costretta a correre in totale difesa, il bilancio complessivo della Scuderia al termine di questo cruciale back-to-back è decisamente consistente.

    I riscontri della pista proiettano stabilmente il Cavallino nel ruolo di principale, e probabilmente unico, sfidante della Mercedes per il prosieguo di questo 2026.

    Prevalere sulle Frecce d’Argento rimane un’impresa titanica, data la solidità strutturale di una W17 esaltata da un Andrea Kimi Antonelli in stato di grazia.

    Resta però il fatto che la SF-26 ha dimostrato di potersela giocare a viso aperto persino sui tracciati storicamente più ostici: una premessa che, in vista del Gran Premio d’Ungheria in programma il prossimo weekend, potrebbe addirittura investire Maranello dei gradi di favorita sui tormentati saliscendi di Budapest.

    Questi risultati sono il manifesto di una ritrovata maturità da parte della compagine italiana, apparsa affamata, aggressiva sul fronte degli sviluppi tecnici così come nelle scelte strategiche, ma al contempo estremamente pragmatica e accorta nelle dichiarazioni pubbliche.

    Un approccio metodologico che traspare chiaramente dalle parole del team principal Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, ha spento i facili entusiasmi analizzando l’esito della trasferta nelle Ardenne:

    Non voglio parlare di lotta per il campionato e non voglio nemmeno sognare. Quel che conta sono i risultati reali, e per questo voglio rimanere sulla gara appena conclusa. Come a Silverstone, ci aspettavamo di essere più lenti delle Mercedes, e così è stato, ma con un margine ridotto. Abbiamo svolto un ottimo lavoro, siamo riusciti a lottare per le prime posizioni. Budapest? Il tracciato sarà un po’ diverso, sulla carta più vicino alle caratteristiche della nostra macchina, ma non dobbiamo commettere l’errore di sopravvalutare il nostro ritmo. Dobbiamo concentrarci su noi stessi, puntando a svolgere un lavoro di qualità, come fatto nelle ultime settimane”.

  • Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Hamilton: “Il mio incidente in FP3 è costato 2 decimi. Ma sono grato alla squadra: lavoro eccezionale”

    Il sabato di Spa-Francorchamps ha lasciato in casa Ferrari la sensazione di un’occasione parzialmente smarrita.

    La SF-26 aveva infatti mostrato in FP3 un potenziale che, secondo Lewis Hamilton, avrebbe potuto portare la Ferrari a giocarsi un posto nella top three.

    L’incidente del britannico ha però costretto gli uomini di Maranello a una corsa contro il tempo per rimettere la vettura in condizioni di scendere in pista in qualifica.

    Il lavoro della squadra ha permesso al sette volte Campione del Mondo di partecipare alla sessione, ma la macchina restituita al pilota non era più quella che aveva guidato poche ore prima.

    Una differenza che, secondo il numero 44, ha finito per pesare concretamente sul risultato finale:

    “Devo essere enormemente grato alla squadra. I ragazzi hanno fatto un lavoro enorme per assicurarsi che la macchina fosse pronta. In FP3 la vettura mi è sembrata la migliore di tutto il week-end, poi purtroppo l’ho danneggiata e quando sono tornato in pista non era più la stessa macchina, soprattutto in termini di bilanciamento. Penso che avremmo potuto lottare per la top three oggi, se non avessi avuto quel problema in FP3″, ha dichiarato a F1 TV.

    L’inglese ha poi quantificato in un paio di decimi il margine che gli è mancato nel momento decisivo, ribadendo di aver estratto il massimo possibile da una vettura che, dopo l’incidente, aveva perso parte del proprio equilibrio.

    “Quando sono arrivato in qualifica mi mancavano un paio di decimi. La macchina non era identica a quella che avevamo alla fine delle FP3, ma ho fatto il meglio che potevo con quello che avevo. Sono ancora ottimista per la gara. Ci sono diverse possibilità per vedere se riusciremo a salire sul podio. Sarebbe fantastico”.

    Il risultato del sabato non sembra quindi aver spento le ambizioni di Hamilton in vista del Gran Premio. A Spa-Francorchamps, tra strategie, gestione degli pneumatici e condizioni meteorologiche potenzialmente variabili, il quadro può infatti cambiare rapidamente.

  • Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Vasseur: “In gara possiamo rimontare, sarà un Gran Premio molto lungo”

    Nonostante il quinto e il sesto posto ottenuti “sul campo” al termine delle qualifiche del Gran Premio del Belgio, la Ferrari ha diversi motivi per guardare alla gara di domani con ottimismo.

    Il primo aspetto riguarda la penalizzazione di dieci posizioni sulla griglia di partenza inflitta a Lando Norris, aspetto che consente a entrambi gli alfieri della Rossa di avanzare di una casella.

    Il secondo è invece legato, ancora una volta, alla prestazione della SF-26, pronosticata alla vigilia come la vettura dei team di vertice potenzialmente più in difficoltà e che, invece, ha consentito a entrambi i piloti di lottare per la parte alta della classifica.

    Anche se il distacco dalla pole è più ampio rispetto a quello registrato in Inghilterra due settimane fa, la Rossa è comunque in lizza per il vertice.

    Red Bull si è dovuta affidare a un clamoroso gioco di scie con Hadjar per garantire a Verstappen il secondo posto, e la bandiera gialla esposta all’ultima curva ha costretto i due piloti del Cavallino a dover alzare il piede nell’ultimo e decisivo tentativo, perdendo la possibilità di scavalcare quantomeno Russell.

    Al netto di tutto questo, è lecito puntare su una Ferrari in lotta per il podio nella gara di domani.

    A confermare tali aspettative è stato anche un garibaldino Frederic Vasseur, il quale, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, è apparso alquanto fiducioso al termine delle qualifiche del sabato, in vista del Gran Premio:

    Non so cosa sia successo all’ultima curva, ma è certo che Leclerc, alzando il piede, abbia perso almeno la posizione su Russell. Con la penalità di Norris comunque riguadagniamo ciò che abbiamo perso. Ad ogni modo, la gara sarà lunga e i distacchi tra le squadre sono minimi. Possiamo rimontare, andiamo sempre meglio la domenica rispetto al sabato e continuiamo a crescere nel corso dei week-end di gara, sessione dopo sessione. Domani vedremo diverse strategie sull’erogazione dell’energia elettrica, vedremo cosa accadrà”.

  • Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    Leclerc: “Partire dalla seconda fila in Belgio non è poi così male”

    È stato un sabato decisamente controverso quello vissuto da Charles Leclerc a Spa-Francorchamps, dove il pilota della Ferrari ha chiuso le qualifiche in quinta posizione al termine di una sessione destinata a far discutere per quanto accaduto sul finale del Q3.

    L’episodio incriminato è arrivato all’uscita dell’ultima curva, quando una bandiera gialla esposta all’ingresso della pit-lane ha costretto il monegasco ad alzare il piede, compromettendo un giro che fino a quel momento lo vedeva in lotta almeno per la terza posizione.

    Al di là della bandiera gialla, però, la prestazione della Ferrari lascia indicazioni incoraggianti.

    La SF-26 si è dimostrata più competitiva del previsto su una pista ritenuta tra le meno favorevoli alle proprie caratteristiche.

    Il quinto posto conquistato dal numero 16 – che diventerà quarto sulla griglia di partenza dopo la penalità di Lando Norris – rappresenta comunque un risultato importante, anche alla luce dell’ottimo passo gara mostrato nelle prove libere, un aspetto che lascia ben sperare in vista del Gran Premio di domani su un tracciato dove partire qualche posizione più indietro non rappresenta necessariamente uno svantaggio.

    Sappiamo che la Mercedes ha una macchina migliore a Spa rispetto a noi, però partire più dietro con questo grande rettilineo che c’è qui non è poi così male ” ha dichiarato Leclerc ai microfoni di Mara Sangiorgio per Sky Sport F1 Italia, prima di fare chiarezza su un problema tecnico che ha condizionato il suo fine settimana:

    Abbiamo avuto dei problemi dal mio lato ieri, soprattutto in FP3 sono peggiorati tantissimo, e quindi abbiamo cambiato qualcosa per la qualifica. C’era un problema specifico che abbiamo risolto perché il distacco era effettivamente troppo grande. Stavolta non erano problemi legati alla guida, anche se si può sempre fare di meglio. Su queste macchine però è sempre molto difficile, sull’acceleratore bisogna andare il più tardi possibile, soprattutto su una pista così “.

  • Vasseur: “La gestione energetica sarà una delle chiavi del fine settimana”

    Vasseur: “La gestione energetica sarà una delle chiavi del fine settimana”

    La prima giornata di attività in Belgio ha restituito alla Ferrari indicazioni contrastanti.

    Dopo i segnali incoraggianti delle FP1, il pomeriggio di Spa-Francorchamps ha mostrato una SF-26 più lontana dai riferimenti, priva di acuti e con un distacco che supera i sette decimi.

    Un quadro che Frederic Vasseur ha invitato a decifrare con estrema prudenza, specialmente su un tracciato dove i carichi di benzina, la gestione dell’energia e le diverse configurazioni aerodinamiche possono distorcere pesantemente i valori del venerdì:

    “La mattina è andata piuttosto bene. Nel pomeriggio è stato un po’ più complicato, ma tutto va relativizzato”, ha spiegato il team rincipal della Ferrari al termine delle libere. “Sappiamo che il carico di benzina è estremamente importante quando si valuta la competitività. Per questo motivo è impossibile fare confronti diretti con gli altri”.

    L’imperativo per gli ingegneri di Maranello diventa quindi quello di isolarsi dal cronometro per concentrarsi esclusivamente sullo sviluppo interno del pacchetto.

    “Dobbiamo restare focalizzati su noi stessi, cercare di estrarre il massimo dal nostro pacchetto e poi capiremo realmente dove siamo domani pomeriggio. La classifica del venerdì non ha mai rispecchiato realmente quella del resto del week-end, è ancora troppo presto per fare previsioni”, ha puntualizzato il manager francese.

    Il vero nodo strategico risiede nell’efficienza del comparto ibrido, poiché tra i lunghi rettilinei e i curvoni veloci delle Ardenne l’erogazione della potenza elettrica diventa il fattore discriminante sul passo gara.

    “C’è ancora molto lavoro da fare sulla gestione dell’energia. Oggi abbiamo visto differenze enormi di velocità tra una vettura e l’altra, e addirittura tra un rettilineo e quello successivo. Dobbiamo capire come utilizzare l’energia durante la gara, quando attaccare e quando difendersi. Sarà uno degli elementi chiave del fin settimana”, ha concluso il manager di Draveil.

  • Hamilton: “Il motore perde slancio in rettilineo, ma dalle FP3 faremo dei passi avanti”

    Hamilton: “Il motore perde slancio in rettilineo, ma dalle FP3 faremo dei passi avanti”

    Il venerdì di Spa-Francorchamps ha lasciato sensazioni contrastanti in casa Ferrari.

    Da una parte un Lewis Hamilton soddisfatto del comportamento della SF-26 tra le curve, dall’altra un problema che continua a preoccupare il sette volte Campione del Mondo: la perdita di spinta del motore sui lunghi rettilinei del tracciato belga.

    Parlando ai media internazionali al termine della seconda sessione di prove libere, il britannico ha individuato con chiarezza il punto debole della vettura, mostrando però fiducia in vista del lavoro notturno degli ingegneri di Maranello.

    “Per quanto riguarda il deployment siamo già abbastanza allineati con la nostra finestra ottimale. Non so se stiamo perdendo terreno ad alta velocità sui rettilinei, ma è proprio nel settore centrale che stiamo faticando un po’. Domani faremo dei passi avanti: stanotte analizzeremo i dati e cercheremo di ottimizzare meglio la vettura”.

    Hamilton ha poi ribadito come il problema non riguardi il comportamento della Ferrari in curva, dove il feeling resta positivo, bensì la gestione della potenza lungo gli allunghi di Spa-Francorchamps.

    “Nelle curve va bene, è fantastica da guidare. È solo che sui rettilinei il motore sembra spegnersi, non continua a spingere. Non so cosa faranno per risolvere questo problema in futuro, ma spero che ci riescano”.

  • Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Leclerc: “Le emozioni di Spa-Francorchamps sono sempre intense per me”

    Massimizzare.

    È questa la parola che accompagna la vigilia del Gran Premio del Belgio in casa Ferrari, arrivata a Spa-Francorchamps con l’obiettivo di dare continuità al momento positivo e raccogliere il massimo in un week-end che si preannuncia di difficile interpretazione.

    Il tracciato delle Ardenne rappresenta infatti una delle grandi incognite della stagione.

    La sua conformazione lo rende uno dei circuiti più esigenti in termini di gestione energetica e, al tempo stesso, potrebbe mettere in evidenza quel deficit di potenza che la SF-26 ha mostrato fin qui nei confronti della Mercedes, soprattutto sui lunghi rettilinei che caratterizzano la pista belga.

    Per il team di Maranello, però, il mantra resta lo stesso: cercare di massimizzare il risultato, gara dopo gara. In quest’ottica, Silverstone ha dimostrato che i pronostici possono essere ribaltati, con il Cavallino capace di imporsi grazie a una grande prestazione di Charles Leclerc.

    Ed è proprio da quel successo che è ripartito il numero 16 nel corso del media day del giovedì belga, tornando dapprima sulla vittoria ottenuta in Gran Bretagna due settimane fa, prima di aprire l’album dei ricordi legati a Spa-Francorchamps:

    A Silverstone ho vissuto una bella sensazione, non posso nasconderlo. Poi, dopo le gare precedenti nelle quali avevo faticato, è stato bello vedere che il lavoro ha pagato. Ora siamo a Spa, una pista speciale per me, dove ho vinto la mia prima gara in Formula 1 ma dove ho anche perso un caro amico e, di conseguenza, le emozioni sono enormi “.

    L’attenzione del monegasco si è poi concentrata sul lavoro svolto dalla Ferrari e sugli aspetti ancora da migliorare:

    Io sono sempre fiducioso perché so che, se lavoriamo bene, il risultato arriva. Devo essere fiducioso nella mia macchina e capire perché siamo andati molto meglio del previsto a Silverstone. Dobbiamo semplicemente riprodurlo. Abbiamo capito anche perché mi sono sentito più a mio agio a livello di prestazione, ma restano ancora alcuni elementi da sviluppare “.

    Incalzato infine sui possibili favoriti del week-end, Leclerc non ha avuto dubbi:

    La mia posizione direi che è la stessa di Silverstone. Parliamo di due piste che si addicono alle Mercedes. In Inghilterra abbiamo piazzato la sorpresa e siamo stati fortunati perché Kimi ha avuto problemi tecnici. Ad ogni modo anche qui penso che loro saranno i favoriti “.