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  • Hamilton: “Le vittorie sono sempre speciali, ma questa è molto diversa da tutte le altre”

    Hamilton: “Le vittorie sono sempre speciali, ma questa è molto diversa da tutte le altre”

    105 vittorie erano diventate quasi la normalità, un numero talmente enorme da rendere difficile l’attribuzione di un significato speciale a ogni nuovo successo.

    Eppure la numero 106 di Lewis Hamilton, la prima con i colori della Ferrari, ha immediatamente dimostrato di appartenere a un’altra categoria.

    Lo si è capito dalle sue parole, ma soprattutto dalle sue lacrime. Mentre il box Ferrari cantava l’inno di Mameli, il sette volte Campione del Mondo non aveva il volto di chi è abituato a vincere, di chi ha già vissuto quel momento più di cento volte.

    C’era l’emozione autentica di un uomo che vede realizzarsi un sogno inseguito per una vita.

    Avevo iniziato con un sogno l’anno scorso. Ho passato un’annata difficile e il team ha continuato a tirarmi su di morale e a portare miglioramenti. Le mie vittorie sono tutte speciali, ma questa ha un sapore unico. Guardavo la Ferrari in TV da piccolo e mi chiedevo cosa significasse vincere con questa macchina. Adesso questo momento è arrivato e sono grato a Fred e a tutti. La macchina oggi era fantastica, abbiamo creduto negli aggiornamenti e pit-stop e strategia sono stati perfetti. Adoro la mia vita, quello che faccio, è bellissimo correre con una macchina da Formula 1“, ha detto Lewis al microfono di Nico Rosberg.

    Le sue parole spiegano meglio di qualsiasi analisi il significato di questo successo. Hamilton non stava festeggiando semplicemente l’ennesima vittoria, ma celebrando un traguardo storico, che è di tutto il popolo Ferrari.

    Lo ha confermato anche nel team radio con cui ha ringraziato squadra e tifosi dopo aver passato la bandiera a scacchi:

    Grazie a tutti a Maranello. Grazie mille, mi avete aiutato a realizzare questo sogno e non potrò mai ringraziarvi abbastanza. Grazie a tutti per aver spinto così forte. E ai tifosi, grazie per continuare a ricordarmi chi sono. Non avrei potuto farlo senza di voi. Grazie, forza Ferrari“.

    Negli ultimi anni ha dovuto convivere con dubbi, critiche e interrogativi sulla scelta di lasciare le proprie certezze per affrontare una sfida affascinante e complessa, per coronare il suo sogno più grande.

    Eppure, fin dal primo giorno, c’è chi ha continuato a vedere in lui non un campione del passato, ma un pilota ancora capace di scrivere pagine di storia.

    E oggi lo ha confermato a tutti. 

  • Vasseur: “Ferrari mai così vicina a Mercedes in qualifica”

    Vasseur: “Ferrari mai così vicina a Mercedes in qualifica”

    Le qualifiche andate in scena sul tracciato di Barcellona hanno restituito una Ferrari dalla doppia faccia.

    Da un lato una SF-26 in crescita, grazie a un Lewis Hamilton in fiducia che ha ottenuto la seconda piazza. Dall’altro, l’amarezza dell’errore di Charles Leclerc nel Q3 che ha condannato il monegasco alla decima posizione.

    A tracciare il bilancio della sessione è stato il team principal del Cavallino, Frederic Vasseur, che si è soffermato proprio sulla sbavatura del pilota numero 16.

    Queste le sue parole, pronunciate ai microfoni di Sky Sport F1 Italia:

    “È normale essere delusi dopo una sessione come questa, ma penso che lui avesse il passo per fare la pole position e finire decimi non era quello che ci aspettavamo. È vero che lui ha spinto come un pazzo. È per questo che lui si sente frustrato, ma onestamente ha spinto un po’ troppo a inizio curva. Semplicemente 5-6 km/h più veloce rispetto al giro precedente hanno provocato l’incidente”.

    Vasseur ha poi commentato la prova di Hamilton, che conferma il trend positivo delle ultime settimane:

    “Credo stia migliorando di pari passo con la macchina e il team. L’ultimo week-end è arrivato secondo, che è stato il suo miglior risultato e a Barcellona è arrivato con tanta fiducia. Negli ultimi 3-4 fine settimana si sente che ha un po’ più fiducia e sta portando a casa i risultati”.

    Infine, Vasseur ha analizzato sia i progressi fatti sul giro secco che la gestione della gomma che sarà fondamentale per la gara:

    “Il passo gara era buono, ma domani sarà una gara difficile. Ci saranno più di 50 gradi di temperatura sulla pista e principalmente, se non tutto, sarà determinato dalla gestione delle gomme. Dovremo tenere gli pneumatici vivi e gestire bene la strategia. Ieri avevamo un buon passo, ma il degrado era alto per noi e per tutti. A volte nel corso della stagione non siamo riusciti a migliorarci dal Q1 al Q3 mentre oggi ci siamo riusciti. Questo è un aspetto chiave per noi. Miglior Ferrari di tutto l’anno? Non lo so, ma sicuramente abbiamo il distacco più piccolo con la Mercedes in qualifica”.

  • Hamilton: “È grandioso vedere quanto stiamo innovando e come stiamo evolvendo”

    Hamilton: “È grandioso vedere quanto stiamo innovando e come stiamo evolvendo”

    Nel caldo torrido che ha avvolto il circuito catalano in occasione delle qualifiche del Gran Premio di Barcellona, Lewis Hamilton ha saputo confermare l’ottimo momento di forma che sta caratterizzando questa fase del suo campionato.

    Contro ogni pronostico emerso dalle sessioni di prove libere, il pluricampione britannico ha saputo issare la sua SF-26 in seconda posizione, inserendosi tra i due alfieri Mercedes a soli 64 millesimi di secondo dal suo ex compagno di squadra, George Russell.

    Il sette volte Campione del Mondo ha sfoderato quindi una prestazione maiuscola e sorprendente, se si considera che – come riportato nella sempre ottima analisi di Federico Albano – suo giro cronometrato è stato in vantaggio rispetto a Russell fino all’ultima curva, superato solo per la maggiore energia disponibile sulla Mercedes nel rettilineo conclusivo.

    Hamilton ha potuto contare su una SF-26 aggiornata in molti dettagli che ha stupito per la sua competitività, nonostante l’ormai ufficiale deficit di potenza termica rispetto agli avversari, cosa che lascia anche molto rammarico se si pensa all’errore commesso da Leclerc.

    A tal proposito, nelle interviste rilasciate a Sky Sport F1 Italia, il campione britannico ha caldamente ringraziato la squadra per il lavoro fatto pronunciandosi come segue:

    “Devo ringraziare enormemente tutti nel team e in fabbrica per aver portato questi aggiornamenti. È grandioso vedere quanto stiamo innovando e ci stiamo evolvendo”.

    Quanto a ciò che ci si può attendere per la gara, il nativo di Stevenage ha espresso tutta la sua determinazione con le seguenti parole:

    “La Mercedes è ancora fortissima e batterli non sarà semplice ma oggi siamo stati davanti a una delle due e domani dobbiamo battere anche l’altra. Servirà una prestazione perfetta da parte di tutti noi in ogni aspetto, voglio provare a fare qualcosa di speciale domani”.

    Hamilton si è infine soffermato sulla sorprendente SF-26 di questo sabato catalano, non nascondendo le proprie convinzioni in merito alla sua monoposto:

    “Io credo che questa macchina vincerà delle gare un giorno. Ne sono sicuro per il percorso di sviluppo che stiamo intraprendendo, per le sinergie che abbiamo e per quanto duramente stiamo lavorando. Spero la vittoria arrivi domani”.

  • Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Antonelli: “La strada verso la prima curva è lunga e parto dal lato pulito”

    Il caldo pomeriggio del sabato spagnolo si è rivelato più ostico del previsto per Andrea Kimi Antonelli, che ha ormai abituato appassionati e addetti ai lavori a prestazioni da capogiro.

    Sull’asfalto rovente del Montmelò, il giovane talento italiano non è andato oltre il terzo crono in qualifica, cedendo la prima fila a George Russell e Lewis Hamilton.

    In terra catalana, il diciannovenne bolognese non ha mostrato lo smalto dei giorni migliori nel confronto diretto con il compagno di squadra, pagando a caro prezzo anche il venerdì a mezzo servizio, causato dal sedile lasciato a Frederik Vesti nella prima sessione di libere.

    Lo sguardo del pilota italiano, tuttavia, è già rivolto verso la gara. Le premesse per sognare un altro successo ci sono tutte: l’ottimo ritmo mostrato nelle simulazioni di passo e il lunghissimo rettilineo del tracciato, dove Kimi potrà sfruttare l’effetto scia al via per tentare subito l’attacco, rendono l’ennesima vittoria un’impresa possibile.

    Al termine della sessione, ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, Antonelli ha analizzato lucidamente le difficoltà riscontrate e le possibilità da sfruttare, esprimendosi nei seguenti termini:

    Questo week-end è stato un po’ più complesso, ma solo sul giro secco. Sui long run, come visto in FP2, sono molto più positivo. Per tutto il fine settimana nel giro veloce andavo in overdrive, spingevo troppo per le condizioni: fa troppo caldo e le gomme fanno fatica a durare per tutto il giro. Non sono mai riuscito ad estrarre il massimo dagli pneumatici e la terza posizione, anche se non mi rende contento, non è male. Partirò dal lato pulito e la strada verso la prima curva è lunga. Sarà molto importante gestire la gomma, per massimizzare il passo gara e avere la chance di vincere, o almeno restare sul podio“.

  • Leclerc: “Nemmeno una vittoria cancellerebbe la vergogna che provo”

    Leclerc: “Nemmeno una vittoria cancellerebbe la vergogna che provo”

    Anche questa volta, Charles Leclerc non cerca scusanti.

    Mentre il volto di Lewis Hamilton è raggiante, galvanizzato dalla prima fila inaspettatamente (o forse no) conquistata nelle qualifiche di Barcellona, quello del monegasco è affranto, solcato dalla vergogna.

    La vergogna di non essere stato all’altezza, di aver avuto troppa fretta.

    Perché oggi, anche e soprattutto grazie al consistente pacchetto di aggiornamenti implementati sulla vettura, il distacco da Mercedes era finalmente colmabile, la pole position alla portata di Ferrari.

    Lo avevano dimostrato gli ottimi passaggi fatti registrare in Q1 e Q2, quando il numero 16 si ritrovava sempre a lottare al vertice, supportato da un feeling ottimale con la sua SF-26.

    Eppure, è stata proprio questa fiducia a giocargli un brutto scherzo: entusiasta della possibilità di issarsi in cima alla classifica, Charles ha osato troppo, schiantandosi rovinosamente contro le barriere.

    Un’immagine, questa, che rappresenta solo l’ultimo capitolo di un periodo decisamente complicato per Leclerc, reduce da due fine settimana segnati da altrettante insidie e difficoltà.

    Intervistato ai microfoni di Sky Sport F1 Italia, il pilota non ha nascosto l’intensità dei sentimenti che lo scuotono:

    Provo tantissima vergogna. Devo per forza fare queste interviste e quindi vengo a parlare ma mi vergogno tanto. Gli ultimi weekend sono stati molto difficili, e arrivando qui, con gli aggiornamenti che abbiamo portato, c’era tanta fiducia già dal venerdì. Non ho parole dopo una qualifica del genere. Il potenziale per la pole e il feeling c’erano. Proprio per questo ho provato a fare qualcosa di diverso in Curva 4 che è stato il punto debole di tutta la qualifica, però non ci sono scuse”

    Pur sforzandosi di guardare alla gara con un accenno di ottimismo, l’autocritica del monegasco si rivela spietata, condannandolo all’insoddisfazione persino davanti a un possibile trionfo:

    “Mi dispiace tantissimo per i tifosi e per la gente che mi segue. Sono comunque ottimista per domani. La vittoria sarebbe il minimo che posso fare per scusarmi. Ma, onestamente, anche se domani vincessi, non va comunque bene“.

  • Tutto vero: Alonso pronto a fare ritorno in Alpine dal 2027

    Tutto vero: Alonso pronto a fare ritorno in Alpine dal 2027

    Le indiscrezioni sul futuro di Fernando Alonso hanno subito una brusca e clamorosa accelerazione nel paddock di Barcellona.

    Ad anticipare lo scenario di un ipotetico ritorno dello spagnolo in Alpine, nella mattinata odierna, era stata la redazione di Motorsport.com Italia tramite Roberto Chinchero.

    La situazione ha tuttavia registrato un’evoluzione immediata a seguito di un aggiornamento pubblicato da Thomas Maher su Planet F1, le cui informazioni di rilievo impongono di trattare la vicenda con estrema attualità, evidenziando come le iniziali ipotesi stiano assumendo i contorni di una trattativa concreta.

    Secondo quanto appreso, i vertici della scuderia francese si sarebbero attivati in modo deciso per pianificare il futuro a breve termine: Flavio Briatore e Gucci, prossimo Title Partner del team transalpino, stanno esercitando una forte pressione per riportare il pilota asturiano a Enstone a partire dalla prossima stagione.

    L’operazione, supportata in prima persona dal manager piemontese e dal nuovo sponsor, si configura come un progetto strategico di altissimo profilo sia sotto l’aspetto prettamente sportivo sia per il ritorno commerciale e d’immagine globale.

    La rinnovata presenza di Briatore alla guida operativa della compagine francese costituisce un elemento di continuità logica, ulteriormente alimentato dal momento difficile di Aston Martin.

    Nonostante gli accordi futuri con Honda e il pesante ingaggio di Adrian Newey costituiscano solide basi per i prossimi anni, l’attuale carenza di risultati in pista e l’incertezza sui tempi di maturazione del progetto tecnico sembrano spingere Alonso a valutare l’ennesimo, clamoroso “ritorno a casa”.

    L’eventuale arrivo di Alonso metterebbe seriamente a rischio la posizione di Franco Colapinto, dal momento che Pierre Gasly è blindato da un contratto valido fino al 2028.

    Seguiranno aggiornamenti.

  • Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Verstappen: “Avrei voluto il 60/40 già nel 2027”

    Il fine settimana di Barcellona si apre sotto il segno delle polemiche politiche in seguito alle recenti e discusse comunicazioni della Federazione Internazionale dell’Automobile sui parametri ADUO.

    Solo pochi giorni fa, infatti, la FIA si era espressa definendo la Power Unit della Red Bull-Ford come il punto di riferimento della griglia, davanti a Mercedes e Ferrari.

    Si tratta, come noto, di una decisione che ha scatenato un vero e proprio polverone nel paddock, tanto da spingere l’organo di governo sportivo ad avviare una nuova valutazione dei dati.

    In prima fila in questa discussione si è schierata proprio la scuderia di Milton Keynes, che si trova attualmente al quarto posto in un Mondiale finora dominato dalla Mercedes dopo sei gare e che si è vista di fatto bloccare i piani di sviluppo.

    Ad aprirsi sulla questione ci ha pensato Max Verstappen che, durante il media day catalano, ha commentato apertamente lo scenario rigettando con una punta di frustrazione l’idea di disporre dell’unità più prestazionale del lotto.

    “Questa notizia ci ha sorpresi un po’ tutti”, ha dichiarato il pilota olandese ai media, tra cui GPBlog. “Per questo stiamo parlando con la FIA per capire cosa sia successo e come siano giunti a questa conclusione. Dall’esterno si può dire «è fantastico», ma per noi è un po’ deludente perché semplicemente non ci sentiamo i migliori. Il lavoro fatto ovviamente è impressionante, considerando il poco tempo. Abbiamo ancora qualche problema di affidabilità, ma nel complesso è bello far parte di tutto questo. Siamo orgogliosi ma anche un po’ confusi dall’essere descritti come i migliori, perché non ci sentiamo così”.

    Oltre al caos legato all’ADUO, il quattro volte iridato ha detto la sua anche sulle future novità regolamentari relative alla ripartizione tra motore termico ed elettrico per il biennio 2027 e 2028:

    “Avrei sperato di avere questo cambiamento già il prossimo anno, ma capisco che ci sono dinamiche politiche in ballo. Almeno queste modifiche stanno andando nella giusta direzione e immagino sia una cosa positiva”.

  • Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    Russell: “45 punti del mio ritardo sono causati da eventi fuori dal mio controllo”

    George Russell, se ci sei batti un colpo.

    E, vista la situazione attuale del numero 63 della Mercedes, quel colpo dovrà essere forte, deciso e capace di ridare slancio a una stagione che, fin qui, si è rivelata ben più complicata del previsto.

    I 68 punti di ritardo dal compagno di squadra e attuale leader del Mondiale, Andrea Kimi Antonelli – reduce da cinque vittorie consecutive e in uno stato di grazia assoluto – rappresentano tuttavia soltanto la punta dell’iceberg.

    Al di là dei numeri, a colpire è soprattutto la differenza nell’approccio, con il giovane pilota italiano che riesce a gestire pressione, emozioni e rapporto con il team con la naturalezza di un veterano, confermandosi sempre più il punto di riferimento all’interno della Stella.

    A gravare ulteriormente sulla stagione di Russell ci sono poi i due pesantissimi zeri raccolti in Canada e a Monaco.

    Se a Montreal a fermarlo era stato un problema tecnico alla sua W17, nel Principato il britannico è stato protagonista di un fine settimana caotico, tra errori di comunicazione con il team e penalità culminate con un drive-through nel finale di gara che lo hanno relegato fuori dalla top ten.

    A tal proposito, intervenuto nel tradizionale Media Day del giovedì a Barcellona, il pilota britannico ha analizzato non soltanto quanto accaduto a Monte-Carlo, ma anche l‘andamento complessivo della sua stagione:

    Il risultato di Monaco è stato difficile da accettare. Però, quando mi sono fermato a riflettere sull’intera stagione, mi sono reso conto che, se fosse stata semplicemente una stagione normale – quindi senza episodi particolarmente favorevoli o sfavorevoli – probabilmente avrei conquistato almeno altri tre podi. Sarei salito sul podio in cinque gare su sei, forse con una o due vittorie in più e qualche successo aggiuntivo nelle Sprint. Credo che sarei comunque leggermente dietro a Kimi in classifica, ma il quadro sarebbe completamente diverso “.

    Per Russell, dunque, il divario da Antonelli non sarebbe legato alle prestazioni, bensì a una serie di episodi sfavorevoli. L’obiettivo, ora, sarà quello di lasciarsi alle spalle i rimpianti e concentrarsi esclusivamente sulla pista:

    Da adesso penserò soltanto a correre. Non posso fare nulla se il motore si rompe, se una Safety Car esce nel momento sbagliato o se accade una situazione come quella a Monaco. Sono tutte cose fuori dal mio controllo. Oggi sento meno pressione addosso e voglio semplicemente godermi ogni gara, senza pensare al titolo che in questo momento è troppo lontano per essere un pensiero concreto. Se fossi a 60 punti di distacco per mancanza di prestazione, la situazione sarebbe molto più preoccupante. Invece, almeno 45 punti di questo ritardo sono stati determinati da fattori fuori dal mio controllo “.

  • Ferrari, il primo upgrade ADUO arriva in anticipo? Attesa in Austria la prima PU Evo

    Ferrari, il primo upgrade ADUO arriva in anticipo? Attesa in Austria la prima PU Evo

    Secondo quanto appreso da Auto Motor und Sport, la Ferrari anticiperà i tempi portando in pista la prima tranche del doppio aggiornamento al motore già nel prossimo Gran Premio d’Austria a Spielberg.

    Il semaforo verde della FIA al meccanismo di parificazione ADUO (nonostante manchi ancora il comunicato ufficiale) ha sbloccato i piani strategici del team di Maranello, che – pur essendo estremamente adirato per il 2% concesso a Mercedes – avrebbe accelerato in modo frenetico i processi di delibera e i passaggi sui banchi di prova per anticipare i tempi di produzione, probabilmente consapevole fatto che non sarà possibile, per la Federazione, procedere all’abolizione del sistema.

    La prima delle due evoluzioni approvate, inizialmente programmata per la successiva trasferta di Spa-Francorchamps, debutterà quindi in anticipo tra le curve del Red Bull Ring.

    Il secondo e definitivo aggiornamento del V6 è invece previsto per il mese di settembre, subito dopo la pausa estiva, consentendo a Charles Leclerc e Lewis Hamilton di disputare la parte cruciale del campionato con una cavalleria finalmente all’altezza della concorrenza.

    Questa tabella di marcia potrebbe inoltre permettere alla Ferrari di completare la rotazione dei componenti senza incorrere in penalità sulla griglia di partenza.

    Avendo utilizzato soltanto due unità termiche dall’inizio del Mondiale, i piloti hanno ancora a disposizione i due propulsori freschi previsti dal regolamento prima di far scattare le sanzioni per il quinto elemento, permettendo così di far coincidere l’introduzione dei propulsori evoluti con il naturale ciclo di vita della rotazione tecnica.

  • Ufficiale: Leclerc dice addio a dischi e pastiglie Brembo

    Ufficiale: Leclerc dice addio a dischi e pastiglie Brembo

    Come riportato da numerosi fonti sulla base delle immagini che ci giungono da Barcellona, Charles Leclerc seguirà la strada tracciata da Lewis Hamilton e cambierà ufficialmente parte del proprio impianto frenante a partire dal prossimo Gran Premio di Catalogna.

    Il pilota monegasco interromperà lo storico e lunghissimo monopolio della Brembo sulla sua vettura, decidendo di passare ai dischi e alle pastiglie prodotti dalla Carbon Industrie, azienda controllata del colosso aerospaziale Safran Landing Systems.

    La decisione, caldeggiata e supportata dalla stessa Ferrari in nome della massima ricerca del feeling di guida, arriva dopo il drammatico e tormentato fine settimana di Monaco, culminato con il ritiro del pilota di casa.

    Proprio nel Principato, gli on-board avevano immortalato le enormi difficoltà di Leclerc, costretto a lottare con temperature fuori controllo e una totale assenza di pressione idraulica sull’asse posteriore, tanto da accusare un dritto nella via di fuga della Mirabeau già sotto il regime di Safety Car.

    Hamilton aveva già effettuato la medesima transizione tecnica in occasione del Gran Premio del Giappone.

    A Barcellona entrambe le SF-26 manterranno le pinze fornite dalla Brembo – partner storico di Maranello da cinquant’anni – ma monteranno materiale d’attrito francese nel tentativo di ritrovare la giusta precisione nelle staccate più profonde.