Verstappen: “Senza offesa per nessuno, ma con queste auto il talento viene davvero limitato”

Il Gran Premio d’Italia ha offerto un susseguirsi ininterrotto di superamenti lungo tutto l’arco della gara, complici sì i lunghi rettilinei del tracciato brianzolo, ma soprattutto le caratteristiche di queste nuove e discusse Power Unit 2026.

Proprio da questa dinamica è scaturita l’ennesima, dura presa di posizione di Max Verstappen.

In un’intervista concessa alla BBC, il numero 3 di casa Red Bull ha rimarcato come, storicamente, fossero la qualità e il coraggio in staccata a scavare il solco tra i fuoriclasse e il resto della griglia: parametri che, a detta del quattro volte iridato, le monoposto odierne hanno progressivamente svuotato di significato:

“Nella storia di questo sport, di solito il pilota più determinato, quello che frena più tardi, accelera prima e si butta con coraggio ad alta velocità, viene premiato, perché è lì che fai la differenza in curva. Ora invece ti ritrovi a calcolare di continuo: in questa curva dovrei frenare un po’ di più, accelerare dopo, staccare prima oppure alzare il piede per risparmiare energia e avere più velocità di punta in fondo al dritto. Cose del genere. È tutto così innaturale, non è affatto così che dovrebbero funzionare le corse”.

Un’amarezza che tocca da vicino i migliori “staccatori” della categoria. Non è un mistero che proprio Verstappen, insieme a Charles Leclerc, rappresenti il prototipo del pilota maggiormente penalizzato da questa filosofia regolamentare.

Ph. Luca Martini / WHYOUT Media

L’olandese ha poi rincarato la dose sul tema della piattezza imposta dalle vetture moderne, portando a supporto due casi recenti: il rientro lampo di Yuki Tsunoda in Racing Bulls a Zandvoort e il contestuale salto di Liam Lawson sulla Red Bull per sostituire l’infortunato Isack Hadjar:

“Senza offesa per nessuno, e spero davvero che non nascano polemiche, ma guardate Tsunoda: è salito sulla Racing Bulls in Olanda senza averla mai guidata prima ed è stato subito veloce. Lo stesso vale per Lawson con la nostra macchina. Succede perché queste auto sono insensibili agli input di chi guida. Chiaro, devi comunque mettere insieme un bel giro e i piloti più forti alla fine emergono sempre, ma il vero talento viene pesantemente limitato“.

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